Anno nuovo, vita nuova: quest’anno, soprattuto per i lavoratori. Sì, perché con l’arrivo 2024 arrivano anche nuove regole sullo smart working, o lavoro agile. Se anche voi vi state chiedendo cosa comportano, non temete: noi di Bakeca ci abbiamo pensato per voi. Ecco tutto quello che dovete sapere su cosa è cambiato (e cosa potrebbe cambiare ancora).

Lo smart working secondo la legge italiana

Per capire l’impatto della nuova regolamentazione, è bene avere in mente una chiara definizione di cosa sia il lavoro agile. Il Ministero dell’istruzione e del Merito lo definisce in questi termini:

Il lavoro agile (o smart working) è una modalità di esecuzione del rapporto di lavoro subordinato caratterizzato dall’assenza di vincoli orari o spaziali e un’organizzazione per fasi, cicli e obiettivi, stabilita mediante accordo tra dipendente e datore di lavoro; una modalità che aiuta il lavoratore a conciliare i tempi di vita e lavoro e, al contempo, favorire la crescita della sua produttività.

Se volete approfondire tutte le implicazioni di questa definizione, potete dare un’occhiata al nostro articolo sul tema. Per il momento, però, vi basterà ricordare che questa modalità, di norma, si stabilisce attraverso un accordo tra chi offre il lavoro e chi lo accetta. Ciò vuol dire che la scelta di applicare forme di lavoro agile è, di solito, del tutto discrezionale.

In alcuni casi, tuttavia, il lavoratore ha un vero e proprio diritto allo smart working, che non gli può essere rifiutato. Sono questi i casi interessati dalla riforma in vigore dal primo gennaio. Vediamo come.

La nuova regolamentazione

Fino al 31 Dicembre 2023, i lavoratori fragili e i lavoratori con figli di età inferiore ai 14 anni hanno avuto diritto allo smart working agevolato. A partire dal 2024, però, la situazione cambia per i dipendenti delle pubbliche amministrazioni. Per loro, infatti, queste regole non sono state riconfermate.

In una direttiva del 29 dicembre, il ministro della pubblica amministrazione Paolo Zangrillo ha osservato che, seppur essenziale durante la pandemia, lo smart working dovrà adesso essere regolato prevalentemente attraverso “accordi individuali sottoscritti con il dirigente/capo struttura”. Il ministro ha inoltre invitato i dirigenti delle PA a non negare lo smart working “ai lavoratori che documentino gravi, urgenti e non altrimenti conciliabili situazioni di salute, personali e familiari”. Si tratta, tuttavia, di una raccomandazione informale e non vincolante.

Ma cosa accadrà ai lavoratori privati? Nel loro caso, lo smart working agevolato resterà in vigore fino al 31 marzo. Non sappiamo ancora se sarà prolungato o meno, ma la direttiva del ministero sembra indicare che potrebbe non essere il caso.

Volete lavorare da casa? Non temete

Le nuove normative non impediranno ai lavoratori di applicare forme di lavoro agile, anche se aboliscono alcune agevolazioni in vigore finora. Se volete lavorare da casa, quindi, non temete: ormai sempre più aziende applicano forme di lavoro più o meno agile. Molte le trovate su Bakeca.

Foto di Kristin Wilson da Unsplash

Flavia Di Mauro
Flavia Di Mauro