Sanremo, per gli italiani, è come la pizza del sabato sera: c’è chi si abbandona alla tentazione di una fetta dopo una settimana di digiuno ascetico, carote crude e tisane allo zenzero, chi decide di gustarla in compagnia e chi invece se la mangia di nascosto, nel suo cantuccio segreto.


C’è anche chi ci tiene a far sapere agli altri che non vuole la pizza, ripetendolo ad alta voce in modo da farsi sentire da chi invece è già pronto a ordinare una bella margherita con mozzarella di bufala. In ogni caso, la pizza è buona anche il giorno: chi non ha mai fatto colazione con la pizza fredda? Provate a dire di no!


Allo stesso modo, tutto ciò che riguarda il festival* di Sanremo, è materiale a lunga conservazione, e può essere consumato anche il giorno dopo: anzi, sarà ancora più appetitoso!
Chiacchiere, commenti e polemiche in tutte le salse infarciscono i nostri social e ci fanno sentire tutti spettatori dell’Ariston, magari col vestito buono e la messa in piega, circondati dall’odore dei fiori di Sanremo o dalla brillantina di qualche cantante attempato.


Tutto fa brodo durante la settimana più attesa dagli italiani, che è in qualche modo catartica e aiuta a liberare i nostri istinti più reconditi, e in ciò vi è il grande afflato della tragedia greca, mescolata alla tragedia del look di Ibrahimovic.
Ogni nostro istinto, dal più nobile al più becero, sfila sul palco insieme al naso adunco di Amadeus e al capello brizzolato di Fiorello, e poi volteggia tra le pieghe dei vestiti drappeggiati di Elodie, per poi morire tra i baffi del maestro Beppe Vessicchio, che anche quest’anno dirige l’orchestra, unica certezza insieme alla morte.

Il brivido di trasformarsi in critici musicali e di moda, per una settimana, non ha prezzo.

Ci trasformiamo in cattivissimi critici musicali, in tanti Mogol spietati pronti ad annotare sul taccuino ogni stonatura o stecca dei cantanti; noi, con il sorriso beffardo di chi al massimo può cantare “Trottolino amoroso” sotto la doccia o “Certe notti” al karaoke dopo il quarto bicchiere di Falanghina.


Ma ci tramutiamo anche in tanti novelli Enzo Miccio, e ci diamo le gomitate a vicenda commentando il look dei cantanti in gara; appena loro iniziano a scendere le scale, in noi si attiva immediatamente un primordiale meccanismo di analogia: “Ma dove l’avrò vista questo vestito lungo color merluzzo bollito? Ah sì, forse quella volta, alla Sagra del carciofo fritto, quando ancora suonavano i Jalisse”; “Ma che bella quella giacca, andava così di moda ai tempi delle campagne napoleoniche, sì, collezione Waterloo 1815-1816”!

 

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Gli outfit che ci hanno fatto sognare durante queste prime serate

Questo assortimento di outfit improbabili è come un buffet di dolci: vi è il biscotto più healthy, i minions alla frutta e anche il pasticcino strapieno di panna. Scegliete il look di Sanremo che più vi aggrada, ma attenzione: non imitatelo a casa vostra!


Arisa: calca il palco della prima serata di Sanremo tutta vestita di rosso, come un pomodoro del Piennolo gigante. Sceglie delle unghie belle aggressive, anch’esse rosse: che quest’anno Arisa sia pronta a graffiare? Era quasi ora!


Elodie: dichiariamo ufficialmente morta l’autostima di tutte le donne d’Italia, d’Europa, del mondo e anche di Marte. Elodie Di Patrizi, illegale in 88 stati, è la co-conduttrice della seconda serata di Sanremo: si destreggia tra vestitini color carne in lustrini e pailettes che farebbero sfigurare persino Beyoncé e Ariana Grande, tutte e due insieme. Elodie è talmente perfetta da far male agli occhi, e guardarla è un piacere: sia che indossi un abito alla Jessica Rabit, che un costume arricciato in cui sembra un Ferrero Rocher gigante.


Madame: la giovanissima e talentuosa cantante, salita alla ribalta per il suo duetto con Marracash nel singolo “L’anima”, si presenta sul palco scalza come Anna Oxa, che potrebbe essere la sua trisnonna. Si dice che stia ancora cercando di comunicare ai truccatori e ai costumisti se la prossima volta vuole assomigliare di più a Michael Jackson o a Mike di Stranger Things.


Annalisa: si presenta sul palco con dei sandali alla schiava. Che stia cercando di scopiazzare la svolta sexy di Elodie dell’anno scorso? Di solito i sandali alla schiava stanno bene soltanto in due occasioni: o a un party sulla spiaggia o come scarpe di ricambio, dopo una serata passata su quei trampoli indossati soltanto per far rosicare l’ex.


Coma_Cose: i Coma_Cose cantano l’uno di fronte all’altro, guardandosi negli occhi. Sono abbinati, perfettamente sincronizzati. L’idea è carina, ma a un certo punto sembrano due caramelle Rossana giganti, ognuno di loro incartato in una confezione rosso antico.


Fedez e Francesca Michielin: a unirli, una lunga striscia di carta igienica. Look un po’ oscuro misterioso, un po’ alla Smiths e un po’ alla The Cure: questo negli intenti. Nei fatti, ricordano un po’ quella coppia che a Carnevale si veste sempre da Gomez e Morticia Addams, e poi finisce ubriaca a litigare nel parcheggio.


Maneskin: Damiano è invecchiato proprio bene: se li porta davvero benissimo i suoi 22 anni!

Anche quest’anno, i protagonisti del festival di Sanremo non si sono risparmiati coi loro look!


Max Gazzè: poi un giorno ci spiegherà come è passato dall’essere il timido ubriaco a trasformarsi in Rubeus Hagrid: nell’attesa, ci chiediamo se le sue parole potranno mai esserci da rosa.


Orietta Berti: Orietta Berti merita un trattato filologico a parte. Miss “Finché la barca va” ha un merito: non cambiare mai quella pettinatura che è tipica di tutte le signore di paese, dalla casalinga di Voghera alla sciantosa di Pomigliano D’Arco. Sì, proprio quella pettinatura che tutte le signore sfoderano alle Comunioni dei nipoti e alle proprie nozze d’argento, quell’acconciatura piena di lacca, ferrea, granitica, incrollabile più dell’Impero Romano D’Oriente.


Achille Lauro: decide di regalarci una performance da favola, durante la seconda serata del festival. Che favola ci regala il buon Lauro? Ovviamente la favola di Raperonzolo: infatti si presenta sul palco con una bella treccia rubiconda, lunga da Sanremo fino a Pordenone: si dice che, nella treccia di Achille Lauro vi sia il segreto per unire il versante nord-orientale e quello nord-occidentale di Italia.


Gio Evan: decide che i festeggiamenti carnevaleschi vanno prolungati un altro po’, e quindi si presenta direttamente vestito da Arlecchino, ma con i capelli di Telespalla Bob.


Random: ave, padre! Fino all’ultimo non si è capito se stesse per cantare o per iniziare un’omelia; il crocifisso gigante faceva un po’ personaggio di Gomorra e un po’ prete esorcista.


Marcella Bella: più che ricordare montagne verdi, sul palco sembrava appena uscita dalla savana.


Fausto Leali: camicia blu elettrico e capello sale e pepe; tipico look dello zio ubriaco che fa tintinnare i bicchieri ai matrimoni e urla “Bacio, bacio!” mentre gli sposi semmai si sono messi a litigare e si sono tirati le bomboniere appresso.


Malika Ayane: ha deciso che, se dovesse perdere la gara, si butterà a mare : infatti sale sul palco avvolta da una rete da pesca rubata a Portofino.


Loredana Bertè: Si dichiara “una figlia di Loredana”; non sarà una signora davanti al mare d’inverno e nemmeno sotto la luna, ma da anni svolge egregiamente il suo ruolo: farci venire voglia di firmare un patto col demonio per avere delle gambe come le sue, a settant’anni!


Lo diceva anche Arthur Schopenauer: Sanremo, si sa, è un pendolo che oscilla tra un “Ma chi è questo?” e un “Ma è ancora vivo questo?”
Tutto quello che dobbiamo fare è continuare a goderci, imperterriti, i rintocchi di quel pendolo, e sperare che almeno quest’anno Bugo non sparisca: potrebbe essere, di nuovo, l’inizio della fine.

 

Fotografia Tilt Shift Di Microfono Grigio E Nero

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MonicaAcito