Continua la rubrica sugli eSport cominciata qualche giorno fa insieme agli amici di NoFear Gaming

Se vi è piaciuto l’articolo sulla somiglianza tra eSports e sport certamente anche questo sulla professione di proplayer vi interesserà. 

In effetti, anche per chi desidera fare carriera in questo settore, le somiglianze fra questi due mondi sono tantissime. Così come negli sport più tradizionali, l’impegno richiesto per diventare un proplayer professionista è tanto: parliamo di ore e ore di allenamento. Se per gli atleti tradizionali gli allenamenti fisici sono molto più stressanti rispetto al peso dell’allenamento mentale negli eSport si invertono, dato che diventa necessario prepararsi più a sforzi da fare con la mente che con il corpo.

Esattamente poi come negli sport comuni, negli eSport è necessario immaginare una routine in grado di aiutare il training sul campo: entriamoci dentro, provando a capire cosa debba fare chi vuole diventare un proplayer.

Qual è la routine di un proplayer di eSport

Se si fa parte della categoria “Wanna be Pro”, allora è necessario focalizzarsi su alcuni punti precisi. Lo sviluppo di un proplayer si divide principalmente in due fasi fondamentali, che sono focalizzate al prepararsi e all’aspetto più competitivo: parliamo dell’allenamento e della partita.

L’allenamento di un proplayer di eSport si articola su tre momenti: teoria, riscaldamento e scrim.

La prima è quella dedicata allo studio: del gioco, delle posture, degli esercizi prima, durante e dopo l’attività. È una fase dove il coach interviene per correggere eventuali particolari che si possono manifestare durante la preparazione, e serve per prepararsi ad affrontare la competizione nel miglior modo possibile, garantendosi il massimo in termini di performance da esprimere.

La seconda è… il riscaldamento. Si tratta di una delle attività che più avvicinano gli eSport agli sport “normali”: ci si prepara a livello fisico, scaldando i muscoli, e anche focalizzandosi mentalmente sulla partita che sta per cominciare. È in questo frangente che il proplayer allena le meccaniche specifiche del titolo in cui si cimenterà, per migliorare i tempi di reazione e per creare la cosiddetta memoria muscolare all’interno del gioco stesso. 

infine, c’è lo scrim: la parte finale del training in cui le nozioni vengono messe in pratica. In caso di un proplayer inserito in una squadra, è in questa fase che si crea la chimica fra i giocatori, i quali prendono contatto con la fase di partita vera e propria.

Questa è la fase di allenamento.

La partita, che segue l’allenamento, si articola sul cosiddetto “Game day”, che ha una struttura molto diversa. Infatti, se durante il periodo di allenamento i giocatori vengono sottoposti ad attività che stimolano lo stress e aumentano le pressioni, prima di una competizione i giocatori vengono messi a proprio agio, dove possono godere di momenti di concentrazione in solitario, alternati ad attività insieme al resto del team. Questo periodo serve ad assestarsi mentalmente e predisporre il corpo alla fatica: proprio come negli sport veri.

Proplayer e predisposizione mentale

Come abbiamo visto, negli eSport l’allenamento meccanico non è l’unico lavoro da svolgere. Infatti, una grossa percentuale di proplayer non riesce ad arrivare al professionismo proprio per una forma mentis non impeccabile. 

Tutto parte dalla consapevolezza che, come gli sport tradizionali, la carriera da pro è un obiettivo molto complicato da raggiungere. 

Per questa ragione, se si sceglie questo percorso bisogna predisporsi mentalmente al sacrificio: senza umiltà e consapevolezza che ci sarà molto da faticare, non sarà infatti possibile raggiungere il successo. Per questa ragione, spesso l’allenatore è soprattutto un mental coach, che non bada solo alla forma o alla capacità di meccanizzare alcuni gesti nel gioco ma segue il proplayer passo dopo passo anche “fuori dal campo di gioco”.

Un lavoro che può portare frutto solo se si è consapevoli delle difficoltà che si incontreranno.

Per questo, se si sceglie di provare questa carriera, bisogna mettere in conto che non saranno tutte rose e fiori!

Bakeca
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