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NFT: collezionismo digitale o moda del momento?

Ma cosa sono gli NFT? Quante volte nelle ultime settimane ne avete sentito parlare magari da un amico oppure avete letto qualcosa a riguardo online? Forse volete comprare degli NFT e investirci sopra qualcosa, visto che sembrano valere anche milioni di euro. Recentemente il prezzo degli NFT è schizzato alle stelle, perché sta un po’ sulla bocca di tutti.


Volete degli esempi?

Vi sembra tutto una follia? Eppure sempre più artisti digitali cominciano a creare NFT per rivenderli online: immagini, foto, video, GIF animate, canzoni. Anche l’NBA americana ha una piattaforma ufficiale dove rivendono NFT dei momenti più iconici delle partite NBA ( al momento sulla piattaforma sono stati spesi oltre 230 milioni di dollari). Troppa confusione? Nessun problema: vediamo come funzionano gli NFT e perché sono considerati una nuova forma di arte digitale (che fa già molta gola sia ai collezionisti, sia agli speculatori).

Cosa sono gli NFT (spiegati nel modo più semplice possibile, promettiamo)

Partiamo prima dalle basi: NFT è l’acronimo di “Non-Fungible Tokens” e per spiegarlo in soldoni, un NFT è una specie di “gettone digitale” unico (il termine “gettone” viene usato per tradurre il termine “Token”). Essenzialmente, questo gettone digitale (chiamato NFT) sarebbe un pezzo di dati: ciò che lo caratterizza è la sua unicità (ovvero non ci sono copie). Insomma, se possedete un NFT, significa che esiste solamente quel NFT e non esistono ulteriori copie.


Come si dimostra però che un NFT è unico al mondo? Tramite la Blockchain. Sembra un parolone, ma per comprenderla vi basta pensare a un grande registro pubblico. Immaginate un registro o una bacheca accessibile a chiunque, dove vengono segnati tutti gli NFT e dove vengono registrati anche tutti gli scambi di NFT che avvengono tra gli utenti. Nel caso dei Non-Fungible Tokens, si utilizza la Blockchain (quindi il registro) della criptovaluta conosciuta come Ethereum (abbreviata in ETH).


Insomma, la caratteristica principale degli NFT è la possibilità di replicare l’unicità di un file digitale. Per capire questo concetto, prendiamo un esempio concreto. Se abbiamo una cartella sul nostro PC o un documento Word, ci basta cliccare con il tasto destro, scegliere “Copia” e poi “Incolla” per creare una copia di quel determinato file o cartella. Anche su Internet, se troviamo un’immagine su Google, ci basta scaricarla con un click o fare uno screenshot per averne una copia (così come possono farlo milioni di altre persone).


Nel mondo reale invece, se per esempio sono il fan di una squadra di calcio, posso comprare sia online, sia in un negozio, la maglietta ufficiale della mia squadra del cuore. Che sia una maglietta da calcio o un documento di Word, in entrambi i casi (sia nel mondo reale, sia nel mondo digitale) replicare e copiare qualcosa è fattibile. Ma come esprimiamo il concetto di unicità?


Nel mondo reale, proseguendo con l’esempio della maglietta da calcio, può essere considerata come unica la maglietta da calcio che un giocatore ci autografa e consegna dopo una finale di Champions League. Quella maglietta che riceviamo è unica: esistono infatti migliaia di copie della maglietta acquistabili in negozio oppure online, ma che non sono autografate; ed esisteranno magari altre poche magliette autografate dallo stesso calciatore. Però, esiste solo una maglietta autografata dopo quella determinata finale di Champions League. E come ben sappiamo tutti, più una cosa è unica, più è rara e quindi assume valore agli occhi di appassionati o di collezionisti.


Compreso il concetto di unicità nel mondo reale, applicatelo ora al mondo digitale: a questo servono i Non-Fungible Tokens. Potremmo dire che un NFT rappresenta una sorta di “firma digitale” che garantisce l’unicità di un determinato asset (per “asset” si intende qualsiasi cosa in campo digitale: può essere un’immagine, una GIF, un video, una canzone, e così via). E questa unicità di un NFT viene considerata valida perché convalidata dalla Blockchain della criptovaluta Ethereum.

Ma quindi un NFT cosa è? Si tratta di un’opera d’arte o di semplici dati?

Un chiarimento è d’obbligo: abbiamo detto che gli NFT sono come una “firma digitale” per rappresentare l’unicità di un asset (che può essere una foto, un video, una GIF). Probabilmente però vi confonderemo le idee dicendo che una stessa foto, per esempio, può essere venduta come 10 NFT differenti.


Ma come, un Non-Fungible Token non dovrebbe essere unico al mondo? Certo, ma bisogna differenziare tra un NFT e il suo asset. Spieghiamo tutto con un esempio: consideriamo la foto qua sotto.

Se questa foto fosse un NFT, cosa differenzierebbe una copia qualsiasi della foto dal vero NFT? Ricordate il concetto di firma digitale spiegato prima? Bene, perché un Non-Fungible Token rappresenta una stringa di metadati. L’unicità di un NFT sarebbe questa stringa di metadati e non l’asset stesso. Ovvero, proseguendo l’esempio di prima, se la nostra foto qui sopra fosse un NFT, sarebbe unica solamente perché al suo interno è presente una stringa di dati non visibile a occhio umano (ma visible sulla Blockchain).


Attenzione, i metadati non sono stati inventati dagli NFT ma esistono già da tempo. Per esempio, se prendete il vostro telefono e scattate una foto, voi potete vedere solo l’immagine nella galleria fotografica del vostro telefono. Però, all’interno del file della foto scattata, sono presenti dei metadati: stringhe di testo che indicano la data e l’ora in cui è stata scattata la foto, ma anche altre informazioni come il modello di smartphone e anche di sistema operativo installato.


Ciò significa che la cosa realmente unica in un NFT è la stringa di metadati. Ecco perché possiamo prendere la foto dell’esempio di sopra, assegnargli 10 stringhe di metadati differenti, ed ecco qua che abbiamo 10 NFT differenti e tutti unici al tempo stesso. La foto è sempre uguale, ma cambia la stringa di metadati al suo interno. Questa è una distinzione cruciale da fare, perché molte persone credono che l’unicità sia rappresentata dall’asset, ovvero dalla foto, dal video o dalla GIF; quando in realtà, l’unicità è rappresentata dalla stringa di metadati del NFT.

Come comprare NFT: tra l’acquisto di criptovalute e i marketplace di NFT

I vantaggi degli NFT per il mondo digitale dovrebbero ora essere chiari: se ne possedete uno, sapete di essere gli unici possessori di quel file digitale (e queste informazioni sono facilmente verificabili grazie alla Blockchain). Potete scambiare questi NFT con altri utenti, comprandoli e poi rivendendoli usando sempre la Blockchain della criptovaluta Ethereum (ecco spiegato perché tutte le transazioni avvengono in Ethereum). Se non sapete cosa sia una criptovaluta: si tratta di una valuta digitale, ovvero una moneta che esiste solamente sotto forma di dati su Internet (non esiste un corrispettivo fisico, ovvero banconote o monete).


Dato che gli NFT fanno parte della Blockchain di Ethereum, dovete usare la criptovaluta della piattaforma Ethereum (chiamata “Ether“). Ovviamente dovete prima comprare degli Ether, usando dei soldi reali. Esistono molti servizi, conosciuti come “exchange” di criptovalute, che permettono la compravendita di criptovalute tramite una piattaforma online (il più famoso exchange è “Coinbase”, per esempio). Poi dovrete registrarvi presso un “marketplace” di NFT.


Il termine “marketplace” è un altro parolone usato per indicare un sito che permette agli autori di caricare NFT e agli acquirenti di comprarli (e poi anche rivenderli ad altri utenti). Esistono molti marketplace online per vendere NFT così come per comprarli. Ogni marketplace è differente sia per l’offerta presente, sia per i costi. Infatti, per ogni transazione che avviene su un marketplace, vengono addebitate delle commissioni per completare la transazione. Tra i marketplace più famosi troviamo:

Collezionismo digitale o moda del momento: i problemi del creare NFT e del concetto di arte digitale

Come ogni novità, esistono sempre dei lati positivi e dei lati negativi. Partendo dai primi, in molti sostengono che gli NFT permettono agli artisti digitali di monetizzare il proprio lavoro, vendendo arte digitale. Quando parliamo di artisti digitali, non immaginatevi un classico pittore: l’artista digitale di oggi lavora magari come Graphic Designer in un’agenzia digitale oppure è un animatore di cartoni o film animati. O ancora, magari si occupa di creare modelli in 3D per videogiochi perché è un Game Artist o Game Animator. Per non parlare poi di tutti coloro che disegnano o creano arte digitale per passione, come semplice hobby.


Probabilmente esagera invece chi afferma che supereranno il valore e l’importanza dell’arte classica (come quadri, statue, monumenti). Bisogna ricordarsi che al momento gli NFT hanno avuto un boom di visibilità dovuta anche alla pandemia attuale che ha portato tantissimi nuovi utenti a usare Internet. Inoltre, c’è il problema del concetto di “possesso” di un NFT e della sua unicità. Come vi abbiamo spiegato, l’unicità è rappresentata dalla stringa di metadati al suo interno: molti critici quindi affermano che in realtà non si stanno comprando opere digitali, ma solamente queste stringhe di metadati.


Non essendo visibile all’occhio umano, questa unicità viene molto criticata su Internet: perché pagare migliaia e migliaia di euro per acquistare un NFT, quando basta copiare e incollare l’asset di un NFT per possederne una copia identica e indistinguibile a occhio nudo dall’opera originale? Un’operazione che chiunque può compiere tramite il “Copia & Incolla” o anche facendo un banale screenshot o foto allo schermo del PC.


Inoltre, in nessun modo si può bloccare la copia: vi basta andare su uno dei marketplace di NFT, selezionare un’opera digitale in vendita e fare uno screenshot oppure copiare e incollare l’immagine sul vostro PC. Et voilà, ora potete usare l’NFT come immagine profilo di un social o impostarla come sfondo del vostro computer. Nessuno può bloccarvi, nessuno può vietarvelo. E avete fatto tutto (letteralmente) in un paio di click, senza nemmeno sborsare un euro.


Come in ogni mercato, il valore di qualcosa viene definito da tutti i partecipanti. Specialmente quando si parla di arte, dove un oggetto può avere un grande valore per delle persone, ma può valere praticamente nulla per altre. Al momento gli NFT vengono comprati e venduti principalmente per speculazione: non interessa tanto l’arte in sé, quanto la possibilità di guadagnare comprando a poco e poi (sperando) che un giorno si rivenda a un prezzo più alto.


Insomma, il collezionismo digitale degli NFT è solo agli albori: ogni previsione sul suo successo nel futuro sarebbe inutile. Sicuramente comprare NFT è la moda del momento (che non piace però all’ambiente, visto che la blockchain consuma davvero tanta energia per le transazioni). Nessuno assicura che la gente sarà ancora interessata ai Non-Fungible Tokens nei prossimi mesi o anni a venire, visto che le mode sul web durano poco tempo. Se volete quindi approcciarvi al mondo del collezionismo, perché non iniziare con il dare un’occhiata a tutte le offerte presenti su Bakeca?


Credits:

Simone Di Pomazio
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