Oggi è il LEGO Day, il giorno dedicato ai mattoncini colorati e a tutto ciò che compone il loro universo scomponibile. Ma come incastrare i parchi a tema coi film d’animazione, i fatti storici con le ultime innovazioni? Come unire i pezzetti della storia in un racconto solido e ben assemblato?


Col libretto delle istruzioni, naturalmente! Ne abbiamo scovato uno un po’ datato, ingiallito come gli omini delle costruzioni, impolverato come il coperchio di una scatola tenuta in soffitta. Ma preciso e autorevole, stilato da una delle personalità più importanti della storia del marchio.


Nel 1963, Godtfred Kirk Christiansen, figlio di Ole, fondatore dell’azienda, mette a punto le regole LEGO, e poi le mette in fila, le misura, le enumera da uno a dieci.


Noi però, in questa data speciale, vogliamo scombinarle, ricordarle in ordine sparso come se rovesciassimo un secchiello di mattoncini sul pavimento e cercassimo insieme la combinazione adatta. Si fa per giocare.

Regola 9: Sempre attuale

Come nasce l’azienda di giocattoli più famosa al mondo? Un mattoncino alla volta.


Ole Kirk Christiansen vive a Billund, in Danimarca, ha sette anni e mentre controlla le pecore al pascolo scolpisce piccoli oggetti di legno. A dodici anni diventa apprendista carpentiere, a venticinque apre la sua falegnameria. I suoi sogni vanno presto in fumo, letteralmente, prima a causa di un incendio provocato dai figli più giovani, poi quando un fulmine si abbatte sulla nuova falegnameria.


Ole si rimbocca le maniche, trova finanziamenti e fa quello che insegnerà a fare alle generazioni di bambini future: ricostruire.


Lancia un concorso fra i suoi dipendenti per trovare il nome della nuova azienda, in palio una bottiglia di vino. La parola “LEGO” nasce dall’unione delle due parole danesi “leg godt”, cioè “gioca bene”. Una bella coincidenza che in latino significhi anche “metto insieme”.


Alla fine degli anni Cinquanta, il mattoncino assume la forma che conosciamo ancora oggi, con un’infinità di combinazioni possibili e “possibilità di gioco illimitate”.

Regola 1: Possibilità di gioco illimitate

Questo giocattolo ingegnoso e accattivante continua a incantare generazioni di bambini, da oltre settant’anni.


Esistono 915 milioni di modi per combinare 6 mattoncini LEGO, e costruire edifici, veicoli, macchine e creature mostruose, e qualsiasi cosa si possa immaginare. Eppure i pezzi sembrano non bastare mai: “con più mattoncini LEGO il valoro del gioco si moltiplica”.

Regola 8: Con più mattoncini LEGO il valore del gioco si moltiplica

Ogni anni vengono prodotti circa venti miliardi di mattoncini LEGO.


I “granuli”, blocchetti di plastica colorati, vengono trasportati dai camion nelle fabbriche LEGO, dove sono risucchiati da tubi giganti e portati nelle macchine per lo stampaggio. Qui, le temperature elevate fondono la plastica che fluisce negli stampi a forma di mattoncino. Il processo continua con l’aggiunta di dettagli e decorazioni, segue i nastri trasportatori e finisce quando le costruzioni finiscono nella loro scatola, pronte per regalare”entusiasmo a tutte le età”.

Regola 3: Entusiasmo a tutte le età

Ricordate Godtfred, il figlio di Ole? Viene a lui, nel 1968, l’idea di fondare un parco a tema LEGO, per “dirottare” i turisti che affollano ogni giorno gli showroom della sede di Billund. Per lavorare in santa pace, insomma.


Oggi, LEGOLAND conta sette parchi in tutto il mondo: due negli USA, uno in Malesia, uno negli Emirati Arabi, tre in Europa (Danimarca, Inghilterra, Germania).


LEGOLAND Deutschland, per noi il più vicino, invita alla scoperta della Germania in miniatura, alla cavalcata sul dorso di un drago sputafuoco, a una passeggiata fra le 64 attrazioni e migliaia di modelli realizzati con oltre 55 milioni di mattoncini LEGO, “per bambini e bambine”, ma di tutte le età.

Regola 2: Per bambini e bambine

Un omino LEGO si può cullare nell’incavo fra indice e pollice, mettere a letto in una scarpa e portare a passeggio dentro un vasetto di yogurt. Di sicuro, negli anni Settanta, molte bambine ci avranno provato.


Gli omini LEGO sono pensati per loro, per i loro set “Casa di bambole” e i giochi al riparo dai fratelli invadenti. Nel 1974, sono bambole in miniatura, senza braccia e gambe semovibili, senza espressioni stampate sul volto, ma con un bel colorito giallo miele. E dato che il miele attira le api, sciamano i fratelli impertinenti: rubano le bambole alle sorelle, ne fanno gli attori dei loro racconti, protagonisti di giochi tanto visionari, quanto “stimolanti e armoniosi”.

Regola 5: Gioco stimolante e armonioso

Ora che hanno teste rotonde da scrollare e corpi squadrati da far ondeggiare, le minifigure LEGO hanno bisogno di un set. Nascono, nel 1978, i temi LEGO: città, castelli e navicelle spaziali, treni e ambientazioni fantastiche, dove gli omini gialli possono ciondolare, saltellare, punzecchiare gli avversari con lame e spade laser incastonante nella mani a forma di uncino, o fare la danza del robot.


Non sono tanti i movimenti che sono in grado di fare, laddove non arriva l’adesivo stampato o la giuntura in plastica cigolante, arrivano “immaginazione e creatività”.

Regola 7: Immaginazione, creatività, sviluppo

Per ottenere la licenza di Mastro Costruttore, un ordine di ingegnosi cavalieri-carpentieri LEGO, bisogna dimostrarsi capaci di assemblare veicoli stroboscopici, navicelle futuristiche, edifici altissimi che sfiorano le nuvole quadrate. Capaci, insomma, di inventare qualcosa di nuovo.


E LEGO, nel 2014, dopo i parchi divertimento, i set tematici, le figure in tinta con le spiagge danesi, si inventa un film d’animazione. Lo fa nel suo stile, unendo tre diverse tecniche cinematografiche: CGI, stop motion e live action.


The LEGO Movie vede l’omino di plastica Emmett combattere contro un villain armato di tubetto di colla, che minaccia di imbalsamare il suo mondo scomponibile. Una vera tragedia per gli amanti delle costruzioni, il cui divertimento sta tutto nel montare, smontare e rimontare i pezzi all’infinito, con infinite combinazioni, per “infinite ore di gioco”.

Regola 6: Infinite ore di gioco

C’è chi come l’artista Nathan Sawaya trasforma le ore di gioco in ore di lavoro. Nel suo studio di New York, sommerso da mezzo milione di costruzioni, fa del mattoncino la sua creta e realizza vere e proprio opere d’arte.


Si è tenuta nel 2002, una mostra itinerante negli Stati Uniti, intitolata The Art of the Brick, all’insegna della passione e della creatività, ma anche della “sicurezza e qualità”.

Regola 10: Sicurezza e qualità

In un mondo sempre più green, LEGO comincia la svolta sostenibile dai suoi componenti verdi: foglie, cespugli, alberi dei set, dal 2018, vengono prodotti con una nuova plastica di origine vegetale, ottenuta dalla lavorazione della canna da zucchero.

Regola 4: Gioco tutto l’anno

Il 28 gennaio del 1958 viene depositata la domanda di brevetto per la versione del mattoncino LEGO, così come la conosciamo oggi.


Chiudiamo con le regola numero 4, per ricordarvi che oggi è un giorno speciale, ma è sempre un buon giorno per giocare, rimescolare le regole e inventare qualcosa di nuovo. Buon LEGO Day a tutti!


Credits: Unsplash.com

Antonia Murgo
Antonia Murgo
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