Il racconto popolare narra che i Re Magi diretti a Betlemme per portare i doni a Gesù Bambino chiesero informazioni ad una vecchia, non riuscendo a trovare la strada e nonostante le insistenze e gli inviti dei tre rivolti alla vecchia nel continuare il cammino con loro lei rifiutò.

In seguito, pentita, la vecchia preparò un cesto di dolci e partì senza riuscire a trovare i Re Magi e nemmeno la grotta, ma perdendosi si mise a donare qualcosa ad ogni bambino incontrato sperando che fosse lui Gesù Bambino.

Da allora la vecchia, meglio nota come Befana, tradizione tipicamente italiana, girerebbe per il mondo, facendo regali a tutti i bambini, per farsi perdonare.

Nella società contadina e preindustriale, salvo rari casi, i doni consistevano in caramelle, dolcetti, noci e madarini, insieme a dosi più o meno consistenti (a insindacabile giudizio della Befana) di cenere e carbone, come punizione delle inevitabili marachelle dell’anno.

Oggi, dopo un periodo in cui era stata relegata nel dimenticatoio,  la Befana sta vivendo una seconda giovinezza, legata alla riscoperta e alla valorizzazione delle antiche radici, tradizioni e dell’autentica identità culturale.

bakeca
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