Una delle più grandi difficoltà nella scelta di un lavoro è capire se si è disponibili a lavorare su turni. Non è semplice essere a lavoro quando la maggior parte di familiari e conoscenti è comodamente a casa, ma la turnazione ha anche numerosi vantaggi.

In questo articolo approfondiamo quindi i pro e i contro di lavorare a turni per aiutarvi nella vostra scelta.

Cosa significa lavorare a turni

Gli impieghi che si svolgono su diversi turni prevedono un determinato tipo di lavoro che non cambia a seconda di chi lo svolge. Ci spieghiamo meglio: è più facile trovare le turnazioni nelle fabbriche in cui bisogna produrre determinati oggetti in catena di montaggio, oppure quando bisogna controllare determinati macchinari che, fondamentalmente, agiscono in autonomia.

In pratica se un impiegato timbra il cartellino di fine lavoro, l’operaio o operaia successivi riprendono a svolgere lo stesso identico movimento e/o controllo del collega precedente.

Sono più comuni i lavori su turni in alcuni settori:

  • servizi pubblici (come i casellanti autostradali, scoprite qui come svolgere questo lavoro);
  • forze dell’ordine;
  • medici in ospedale e pronto soccorso;
  • centri commerciali e supermercati;
  • ristoranti/bar;
  • manifatturiere con catene di montaggio.

Fasce orarie dei turni di lavoro

Le turnazioni sono in genere di 8 ore e possono svolgersi su due o tre fasce orarie (a seconda dell’azienda e del tipo di impiego).

Esistono infatti tre diverse identificazioni a livello contrattuale per i lavori su turni:

1. Turno unico

L’azienda è aperta 6 giorni su 7, e gli operai lavorano con orari pianificati ogni mese, che non superano mai le ore massime settimanali previste dal contratto. In ogni turno c’è un solo operaio per mansione che svolge il suo lavoro per circa 7 ore consecutive (considerando anche le pause). Per le aziende con catene di montaggio, solitamente gli orari sono:

  • 6.00/14.00;
  • 14.00/22.00;
  • 22.00/6.00.

In caso di supermercati e centri commerciali, solitamente il turno delle 22.00/06.00 non viene mai svolto ma dipende moltissimo dagli orari di apertura.

2. Turno a squadre

Questo “modello” di turnazione è tipico del settore della ristorazione. I lavoratori sono divisi in squadre e in una squadra tutti sanno fare più mansioni. Per esempio in un ristorante una squadra è composta da tre persone che sanno fare cassa, ma anche prendere le ordinazioni e servire ai tavoli. Durante il proprio orario si può cambiare mansione. Inoltre, in questi lavori, gli orari possono essere continui o discontinui (ad esempio un lavoratore può iniziare alle 8 e finire alle 14, ma riprendere poi nel pomeriggio con qualche ora di riposo nel mezzo).

3. Turno a ciclo continuo

In questo caso l’azienda è aperta tutti i giorni e tutte le ore, festivi compresi, quindi solitamente ci si organizza a squadre e si lavora su diverse fasce orarie (spesso l’orario è continuo).

Il giorno di riposo per chi lavora su turni

Il giorno di riposto è stabilito dai CCNL di ogni categoria merceologica, ma in generale su un contratto di 40 ore settimanali (cioè tempo pieno o full time) per legge si ha diritto a un giorno di riposo dopo sei giorni consecutivi di lavoro.

Non solo: nell’arco di una giornata il datore di lavoro dovrebbe garantire 11 ore di riposo al lavoratore quindi in caso di turni discontinui una persona NON deve lavorare per 11 ore.

Turni notturni

I turni di notte sono regolati dall’art.2108 del codice civile: viene retribuito con una maggiorazione di circa il 15% in più rispetto alla retribuzione diurna.

Lavorare a turni: vantaggi

I vantaggi sono tanti ma vediamo nel dettaglio i principali che potrebbero aiutarvi ad accettare un offerta di lavoro su turnazione oraria.

  1. Maggiore Flessibilità: è senza dubbio uno dei vantaggi avere più tempo per stare con la propria famiglia o gestire impegni personali: lavorare di notte significa poter dormire tardi la mattina e avere poi il pomeriggio libero per fare lavori in casa o dedicarsi a un hobby;
  2. Meno traffico: un’altro vantaggio è potersi spostare in città liberamente evitando ingorghi e incidenti, in più anche fare la spesa in orari “lavorativi” è davvero molto più veloce;
  3. Stipendio più alto: come abbiamo accennato prima, i turni di notte vengono pagati di più, e c’è una maggiorazione ulteriore in caso di lavoro nei festivi;
  4. Il carico di lavoro meno intenso: in alcune fasce orarie, il carico di lavoro non è sempre a ritmo serrato (per esempio di notte i clienti non sempre chiamano per chiedere la risoluzione dei problemi) quindi potreste essere meno stressati.

Lavorare a turni: svantaggi

Come in ogni lavoro, non esistono solo i pro, ci sono anche dei contro per il lavoro a turni. Vediamoli insieme:

  1. Avere orari diversi dalla propria famiglia: se per esempio molti considerano un vantaggio lavorare in orari inconsueti, non è semplice sul lungo periodo avere orari molto diversi dalle persone con cui si vive, basti solo pensare all’assunzione dei pasti o, più comunemente, dormire mentre tutto il mondo lavora (soprattutto i muratori che iniziano a trapanare alle sette del mattino, esattamente all’orario in cui vi siete appena addormentati);
  2. Sentirsi soli e isolati: legato allo svantaggio precedente c’è senza dubbio sentirsi meno parte di un team. Spesso i lavori su turni prevedono pochi colleghi che seguono lo stesso turno (anche perché il carico di lavoro è inferiore) quindi può capitare di non sentirsi parte di un bel team che vi sprona e vi aiuta a passare il tempo (le ore notturne possono diventare molto lunghe);
  3. Non avere una routine: se solitamente i turni vengono scelti mese per mese, i lavori che seguono gli orari standard hanno una routine ben precisa e aiutano a fare piani a lungo termine. Avere un lavoro su turni, invece, significa scendere a compromessi con tutti i propri impegni, per esempio una lezione serale di un corso di canto sarà difficile da seguire se vi mettono un turno proprio in quell’orario.
  4. Disturbi fisici: avere orari imprevedibili causa anche problemi nella salute. I lavoratori su turni devono infatti sottoporsi a più visite mediche nel corso dell’anno perché la privazione del sonno, l’assunzione di cibo ad orari inconsueti e una cattiva digestione influiscono molto sulla salute, fisica e mentale, dei lavoratori.

5 consigli per salvaguardare la salute se accetti un lavoro a turni

Per bilanciare vita lavorativa e privata bastano davvero piccoli accorgimenti che chiunque lavori su turni può mettere in pratica per far sì che i vantaggi siano maggiori degli svantaggi.

Crearsi delle abitudini regolari aiuta a sentirsi meno in balia dei turni, che se presi sottogamba, diventano davvero difficili da rispettare. Per esempio si può scegliere di alzarsi a uno stesso orario e, se si fa il turno di notte, di andare sempre in palestra prima dell’orario di pranzo, concedendosi un pisolino nel pomeriggio prima dell’inizio del turno. In questo modo non si vedranno “sprecate” le ore di sole.

Per dormire bene, i medici consigliano di avere almeno 6/8 ore di sonno consecutive alle spalle: questo perché chi non dorme bene di conseguenza avrà mal di testa sul luogo di lavoro e non solo lavorerà male, ma rischierà anche gravi problemi fisici.

Bere meno caffè e mangiare bene sono altri due ingredienti fondamentali per affrontare la giornata lavorativa (ma questo vale in tutti i lavori).

Infine fare sport vi aiuta non solo ad avere una routine ma anche a liberare le tossine dal corpo e a darvi la giusta adrenalina per affrontare turni “difficili”.

Ora siete pronti a lavorare (o a non lavorare) su turni.

Buon lavoro!

Foto di elvtimemaster da Pixabay

Foto di Isabelle LEVEQUE da Pixabay

Foto di Barbara Jackson da Pixabay

Giada Guerreschi
Giada Guerreschi