Dopo aver parlato di come diventare cameriere/a e panettiere/a, la nostra guida alle professioni si arricchisce illustrandovi un nuovo lavoro: la maschera. Vediamo in cosa consiste e come trovare lavoro.

Che cos’è una maschera?

La maschera – chiamata anche “personale di sala” o “custode di sala” – è una figura professionale incaricata dell’accoglienza e della sorveglianza nell’ambito di contesti culturali come musei, cinema o teatri. 

Perché questo nome? Perché, nel Settecento, chi nei teatri si occupava di sistemare il pubblico in sala portava una maschera proprio come gli attori in scena. 

A seconda dei luoghi in cui opera e delle postazioni di riferimento, le mansioni della maschera cambiano sensibilmente, ad esempio il suo ruolo può essere quello di controllare i biglietti o di far accomodare le persone, di salvaguardare le opere d’arte o assicurarsi che ci sia silenzio durante uno spettacolo. 

È bene comunque definire il mestiere in base agli ambiti: lo facciamo subito!

Maschera teatrale

A teatro, la maschera accoglie gli ospiti che si accingono a vedere lo spettacolo, verifica il possesso del biglietto e accompagna gli spettatori al proprio posto. Un accorgimento, quest’ultimo, non così trascurabile dato che spesso la numerazione delle poltrone nei teatri segue un criterio che vattelappesca.

Poiché si interfaccia direttamente col pubblico, è alla maschera che spesso ci si rivolge per sapere cose come dove sedersi, come chiedere eventuali rimborsi, dove sono le uscite, i bar, i bagni, e tante altre cose. 

Altre mansioni che potrebbero essere richieste alla maschera teatrale sono: verificare lo stato di pulizia delle poltrone e della sala in generale, che le luci siano accese o spente, e le porte aperte o chiuse, in base alle esigenze; può anche dover sbloccare le uscite di sicurezza, monitorare la temperatura dell’ambiente attraverso il termostato, ordinare il materiale promozionale oppure gestire il servizio guardaroba. 

Maschera del cinema

Oggi le maschere al cinema non sono più così diffuse, e quelle che ci sono assolvono più che altro la funzione di controllo dei biglietti. Un’eccezione si fa per i festival cinematografici, dove è richiesta una maggiore organizzazione e dunque la maschera è impiegata per delle mansioni che sono molto simili a quella che lavora in teatro. Dà infatti informazioni, fa accomodare le persone, controlla i biglietti, e in generale assolve tutti i compiti che finiscono sotto il cappello dell’accoglienza e della sorveglianza. 

Maschera museale

A differenza dei cinema e dei teatri, nei musei la maschera non deve far accomodare le persone. I visitatori possono infatti circolare liberamente, sebbene con determinate accortezze. Alla maschera museale è richiesto quindi di accogliere i visitatori, verificare il possesso dei biglietti, dare eventuali informazioni sulle collezioni e la storia del luogo, sui titoli d’accesso e gli abbonamenti, o sui servizi a disposizione. 

Un’altra sostanziale differenza rispetto al personale impiegato nei cinema e nei teatri è che quello dei musei ha il compito di custodire le opere d’arte, e dunque sorvegliare i visitatori affinché non le fotografino col flash, non le tocchino e in generale non rischino di rovinarle, e che percaritàdiddio non le rubino. La maschera museale deve quindi stare generalmente più all’erta delle altre, perché gli episodi di vandalismo e di furto non succedono mai, ma se succedono sotto i nostri occhi forse non è carino. Oltre al fatto che potremmo rimetterci il lavoro. 

I compiti della maschera in generale 

Cercando di riassumere le mansioni di una maschera indipendentemente dall’ambito in cui opera, potremmo dire che questa figura dev’essere a conoscenza:

  • della geografia del luogo dove si tiene la manifestazione culturale;
  • della tipologia dei biglietti e degli abbonamenti;
  • dell’organizzazione del teatro, cinema o museo, con i suoi i uffici e i responsabili di riferimento;
  • degli aspetti storico-culturali del contesto in cui lavora (if possible).

Oltre ai compiti pratici, alla maschera è richiesto un codice di comportamento abbastanza severo, che consiste in una serie di regole:

  • la maschera deve stare in silenzio, a meno che non debba comunicare col pubblico: insomma non può fare salotto coi colleghi e le colleghe; 
  • non può mangiare davanti al pubblico, né masticare la gomma;
  • non può usare il cellulare e sicuramente non in modo prolungato, ad esempio per andare su TikTok o giocare ai Pokémon; 
  • se deve occupare una postazione specifica non si può spostare, a meno che non chieda un cambio alle colleghe e ai colleghi;
  • se necessario, deve stare in piedi per un tempo prolungato (quindi meglio non fare le ore piccole il giorno prima). 

Insomma, lo avete capito: il lavoro di maschera sembra un po’ il gioco delle belle statuine… Che poi non è così vero, visto che bisogna avere delle notevoli skill relazionali. Comunque, se i turni sono ben organizzati (ad esempio alternando le postazioni in piedi con quelle sedute, oppure quelle che il pubblico imbufalito magnetizza e quelle che godono di maggiore tranquillità) non è poi un lavoro così faticoso. 

E spesso dà pure la possibilità di vedersi le mostre, i film e gli spettacoli gratis : D  

Credits per le immagini: pixabay.com, 12019, terimakasih0, anncapictures, Peggy_Marco, 70154

Teresa Lucente
Teresa Lucente