Sono sempre maggiori le figure professionali nate negli ultimi decenni, soprattutto quelle che incentrano il loro lavoro sul benessere della persona, la cura e la salute della mente degli individui.

In un mondo sempre più frenetico, competitivo e sfidante, la figura come quella del mental coach diventa ancora più fondamentale per guidare le persone attraverso la complessità della vita moderna, offrendo sostegno emotivo, strategie di gestione dello stress e strumenti per sviluppare una mentalità resiliente

Ma vediamo per bene chi è, cosa fa e come si diventa un mental coach.

come diventare un mental coach

Chi è il mental coach

Il mental coach è un vero e proprio “allenatore della mente”, un professionista che si occupa di fornire un supporto per migliorare le performance individuali. 

Il mental coach è un facilitatore che guida le persone nel raggiungimento dei propri obiettivi personali, fornendo strategie per gestire lo stress, migliorare e potenziare le capacità intrinseche sia che queste riguardino il mondo sportivo sia che riguardino il mondo lavorativo o personale.

In sintesi il mental coach si occupa di:

  • aiutare ad affrontare sfide specifiche stabilendo obiettivi chiari e realizzabili
  • gestione e sostegno dei fattori di stress
  • potenziamento delle abilità emotive e cognitive
  • creazione di strategie mirate
  • raggiungere un equilibrio emotivo
come diventare un mental coach

Cosa fa un mental coach

In un contesto sempre più frenetico, in cui la pressione quotidiana può minare il benessere mentale, il mental coach può offrire un supporto non indifferente per supportare le persone nel raggiungimento dei propri obiettivi.

Un mental coach lavora su i punti di forza delle persone con cui lavora, potenziando la fiducia in sé stessi, lavorando sulle insicurezze, sull’insoddisfazione, sulle paure. Offrendo aiuti concreti per gestire l’ansia, le fobie, attuando strategie positive che si riflettono poi migliorando gli ambiti professionali, sportivi, personali.

Un mental coach aiuta ad affrontare gli “aspetti mentali” di una competizione sportiva e non. Sono infatti tanti, e provenienti da ambiti diversi, le persone più o meno famose che si sono rivolte ad un mental coach per liberare il loro potenziale. 

“L’attore Hugh Jackman che ha voluto sperimentare il coaching per perfezionare le sue performance in scena. I Metallica, in un periodo di crisi. I politici, da Bill Clinton a Donald Trump. E molti altri, come il neo campione olimpico dei 100 metri, l’uomo più veloce del mondo, il nostro Marcell Jacobs, che tanto ha ringraziato la sua mental coach per averlo aiutato a vincere l’oro a Tokyo. E ancora fino ai tanti, tantissimi – sempre più – che, lontani dai riflettori, oggi si rivolgono ai life e mental coach per valorizzare i propri talenti migliorare la vita quotidiana, affrontare problemi familiari, spaziando dunque dal divorzio alla carriera, dalla menopausa alla perdita di un animale”.

come diventare un mental coach

Come si diventa un mental coach

Diventare un mental coach richiede un percorso certificato e qualificato, una formazione accademica solida, anche tenendo in considerazione il delicato e importante ruolo che il professionista è chiamato a rivestire. Infatti la stragrande maggioranza dei professionisti di questo settore possiede una laurea in psicologia, poi non esistendo un percorso accademico standardizzato viene consigliato, a seguito alla laurea, frequentare dei corsi di formazione specifici in cui vengono approfondite le tecniche di mental coaching.

coaching

In sintesi possiamo dire che, la figura del mental coach è diventata veramente fondamentale negli ultimi anni, per guidare sempre più persone attraverso la complessità della vita moderna, offrendo sostegno emotivo, potenziando le abilità emotive e cognitive individuali e affinando tecniche per la gestione dello stress!

Crediti per le immagini:

Foto di Adi Goldstein su Unsplash, Dan Meyers su Unsplash, Stefan Cosma su Unsplash, Denys Nevozhai su Unsplash, Zac Durant su Unsplash

Giulia Balestra
Giulia Balestra