Hai mai sentito parlare di content creator? Si definisce così chi lavora producendo contenuti digitali. Pensa alla cuoca vegana che reinventa le ricette della nonna sul suo blog, o al personal trainer che insegna yoga su Youtube. Si tratta di un settore in rapidissima crescita, che offre moltissime opportunità se hai una mente creativa e un po’ di carisma. Secondo il Sole 24 Ore, nel 2021 erano ben 350.000 gli italiani che esercitavano questa professione. Ma come fanno, esattamente, a guadagnare? 

Se stai pensando di monetizzare il tuo profilo Instagram o se sei semplicemente curioso di scoprire come funziona questo mondo, sei nel posto giusto: ti spieghiamo ogni cosa su come guadagnare da content creator.   

1. Pubblicità 

Per chi crea contenuti per il web, le pubblicità sono più classico dei modelli di monetizzazione. Da ormai vent’anni, sono una fonte di guadagno molto importante per le riviste e i giornali online, e anche nel mondo della content creation hanno il loro peso. In questo caso, funzionano particolarmente bene per chi produce contenuti video e ha un pubblico numeroso. Il guadagno, infatti, dipenderà interamente da quanti click riesci a ottenere sul tuo video. In media, l’incasso per mille visualizzazioni su Youtube può andare dai 0,50 ai 2 euro circa

2. Branded content

Non sempre, però, è necessario realizzare numeri da capogiro per riuscire a portare a casa delle somme dignitose. Per poter monetizzare efficientemente i propri contenuti, in molti casi, è sufficiente sapersi scavare una propria nicchia. Poche migliaia di follower veramente coinvolti spesso sono quanto basta ad attirare l’attenzione delle aziende e stabilire delle collaborazioni. È qui che entra in gioco il branded content, e cioè la creazione di contenuti finanziati da un brand.

Di che si tratta? Prendiamo, per esempio, un creator che si occupa di alimentazione vegetale. Un caseifico vegano ha tutto l’interesse a finanziarlo affinché racconti al pubblico i benefici ecologici di consumare formaggi vegetali, consigliando al tempo stesso i prodotti del caseifico. Chiaramente, questo tipo di collaborazioni funziona solo quando i valori del creator sono in linea con quelli del marchio.   

3. Affiliate partnership

Un modello simile è quello dell’affiliate partnership. Forse ti è capitato di utilizzare il codice condiviso da un creator per ottenere uno sconto su un prodotto: magari proprio di un formaggio vegano! Ebbene, se avessi acquistato un bel brie vegetale utilizzando il suo codice, il nostro creator immaginario avrebbe ottenuto una percentuale sulla vendita. Alla base dell’affiliate partnership c’è un concetto molto semplice: più efficace è la pubblicità da parte del creator, maggiori saranno i suoi guadagni.

4. Membership e abbonamenti

Ma non sempre, per guadagnare da content creator, è necessario collaborare con terze parti. Molti, infatti, si sostengono grazie a programmi di membership o di abbonamento. Pensa a un divulgatore scientifico, a un’attivista per i diritti della comunità LGBTQI+, o anche a una rivista culturale indipendente: il loro lavoro è prezioso per chi li segue, e spesso e addirittura d’interesse pubblico. 

Per questo motivo, spesso queste realtà offrono ai loro follower la possibilità di contribuire economicamente, a volte in cambio di contenuti extra. In questo modo la loro sostenibilità non dipenderà esclusivamente dalla pubblicità o dalle collaborazioni con le aziende. Anzi: potrebbe esserne del tutto indipendente.

5. Corsi

Un content creator di successo, qualunque sia il numero di follower, non può mancare di queste due caratteristiche: sa parlare dei suoi temi in modo semplice e diretto e sa ispirare fiducia in chi lo segue. Non sorprenderà, quindi, che molto spesso la monetizzazione passi attraverso servizi di mentoring o di formazione. Un creator con una forte expertise in un determinato campo potrebbe decidere di lanciare il proprio corso. Il nostro cuoco vegano, ad esempio, potrebbe offrire ai suoi follower la possibilità di imparare direttamente da lui tutti i trucchi per passare a un’alimentazione vegetale senza stress.

6. Merchandising e linee di prodotti

E se invece di promuovere il formaggio altrui, il nostro creator vegano cominciasse a produrre il suo? Una pratica comune, tra i content creator, è proprio quella di lanciare delle linee di prodotti personali.  Sempre, ovviamente, in linea con il tipo di contenuto con il quale ci si è affermati.

Guadagnare da content creator: è davvero così facile?

Arrivato a questo punto, forse penserai che cominciare a guadagnare da content creator sia piuttosto facile. Qualche migliaio di follower e il gioco è fatto! In realtà, però, a monte ci dev’essere un grandissimo impegno. È vero, non c’è bisogno di fare i numeri dei Ferragnez per fare del content creator la tua professione. Ma perché i metodi elencati sopra funzionino, è necessario lavorare moltissimo sul proprio marchio personale. Vuoi sapere come fare? Leggi il nostro articolo su tutte le competenze necessarie per lavorare con i social media. Oppure, iscriviti a uno dei tanti corsi che trovi su Bakeca!

Foto di The Registi, Jenny Ueberberg e Teemu Paananen da Unsplash

Flavia Di Mauro
Flavia Di Mauro