Quando si parla di fumetti, vengono sempre in mente le cantine polverose dei papà e dei nonni dove era possibile trovare lunghe file di Tex umidi e ingialliti.


Oppure i ripiani più alti delle vecchie camerette, dove stabili troneggiavano una sfilza di Topolino e Paperinik.


Sono ricordi famigliari? Più della metà di voi starà rispondendo di sì, e un motivo c’è.


I quattro pilastri del fumetto mondiale, infatti, così chiamati dagli esperti di settore, sono quelli americano, orientale, franco-belga e italiano.


Noi italiani infatti vantiamo una delle migliori culture del fumetto: non solo come scrittori, anche come lettori.


Una storia inedita di Tex vende 200 mila copie. Negli U.S.A. il fumetto più popolare vende 150 mila copie, e se una serie vende 7.000 copie va bene. In Italia, invece, si tende a chiuderla.


L’ampia tiratura fa sì che nella nostra nazione il collezionismo si faccia per passione, soprattutto per i fumetti dagli anni ’70 ai 2000.


Ma la storia del fumetto italiano è lunga, per cui attenti a cosa avete in casa, perché potrebbe valere un bel patrimonio. O potrebbe valerlo tra un po’ di anni.

Il Corriere dei Piccoli

Pubblicato per la prima volta nel 1908, il Corriere dei Piccoli, o Corrierino, nasce dall’idea di una donna, Paola Lombroso Carrara. È un supplemento del Corriere della Sera, strizza l’occhio a quelli dei giornali statunitensi.  Non ci sono i baloon, ma delle strofe in rime poste sotto le vignette per i giovani lettori, con storie e personaggi affini ai palati infantili.


La tradizione è ancora più antica: già nel Giornale per Bambini era stato pubblicato Pinocchio. Ancor prima, nel Giornalino della Domenica di Vamba, appariva a puntate il Giornalino di Gian Burrasca.

Topolino

Nella fumettistica italiana Topolino fa da padrone. C’è da fare un po’ di ordine, però.


Se è vero che il personaggio di Mickey Mouse è di origine disneyana, il fumetto nasce a Torino nel 1930 e viene pubblicato dalla casa editrice Nerbini prima e dalla Arnoldo Mondandori poi.


Le avventure del famoso topolino su carta, quindi, sono un patrimonio del tutto italiano. Ancora oggi Topolino viene stampato ogni settimana e viene pubblicato in 22 paesi nel mondo.


Dall’originale ne sono nati mensili di ogni sorta: da Paperino, Paperinik al Il Manuale delle Giovani Marmotte, solo per citarne alcuni. Fumetti, fumetti ovunque: e tutti italiani.

Tex

Seguendo un ordine cronologico, negli anni ’40 l’ascesa del fumetto nel panorama italiano subisce una forte crisi, complice l’arrivo della Seconda Guerra Mondiale.


Proprio in questi anni Gianluigi Bonelli e la moglie Tea decidono di fare un investimento rischioso: rilevano la testata Audace e iniziano, con fatica, nell’impresa di mettere su una vera e propria Casa Editrice per fumetti. Nel ’48 Aurelio Galleppini, alias Galep, firma per la prima volta le tavole di Tex Willer, il più intrepido ranger del Texas, sceneggiate proprio da G.L. Bonelli.


Per la Bonelli ha inizio un periodo d’oro, con la nascita di eroi post bellici che travalicano i confini italiani e si spingono fino al Sudamerica.

Zagor

Zagor è il discendente di Tex. No, non letteralmente, perché Zagor non è un ranger ma un difensore della foresta e degli indios e da loro riconosciuto come uno spirito immortale. Sempre ambientato negli Stati Uniti, il paesaggio è quello di una palude, in un fantasy western.


Ciò che lo rende imparentato con Tex infatti non è solo la casa editrice, ma la penna che lo firma, ovverosia Sergio Bonelli (nome d’arte Guido Nolitta), il figlio di Gianluigi.


Con Zagor la Bonelli dà alla luce un’altra saga italiana che ancora oggi non si è fermata.

Valentina

Negli anni ’60 si sviluppa in Italia un nuovo genere di fumetto: quello erotico. Valentina compare per la prima volta nella rivista Linus, pubblicata dalla casa Editrice Figure, nella serie a fumetti fantascientifica La Guerra di Lesmo.


È un personaggio secondario, la fidanzata del protagonista, ma ruba la scena presto diventando così protagonista cult di un fumetto seriale tutto suo firmato da Guido Crepax. Fotografa e con problemi di anoressia, vive in un contesto onirico, nasce nel giorno di Natale del 1942 e invecchia differentemente da altri personaggi seriali.

Diabolik

Altro fumetto ideato nel 1962 dalla mano femminile di Angela Giussani, Diabolik è il primo fumetto italiano nero pubblicato dalla casa editrice milanese Astorina.


Il ladro spietato dalla difficile infanzia e la sua amante e indispensabile complice, Eva Kant, nascono in realtà da uno studio ben progettato.


La Giussani infatti si rifà al filone francese, prendendo esempio da Lupin e Fantômas. Ma il vero lampo di genio è nell’aver constatato che ai pendolari milanesi, ghiotti di thriller, mancasse qualcosa con cui trascorrere il tempo del viaggio sui mezzi.

Mister No

La foresta dell’Amazzonia fa da sfondo alla storia di Jerry Drake, ragazzo di strada che nel 1941 si arruola come pilota a fianco dei cinesi contro i giapponesi invasori. Il soprannome Mister No gli viene affibbiato da un ufficiale giapponese che l’ha fatto prigioniero.


Dopo la guerra, la sua ritrosia ad ambientarsi nuovamente nella città lo porta proprio in Amazzonia. Il suo senso di equità lo spinge, controvoglia, ad intraprendere diverse avventure per ripristinare lo stato di giustizia.


Altra opera firmata da Guido Nolitta nell’estate del 1975 come esperimento balneare, finisce per collezionare premi, vendere oltre le 200 mila copie e 77 ristampe.

Martin Mystère

Martin Mystère è il precursore a tinte di gialle di Dylan Dog. Il protagonista della serie è un investigatore privato, creato nel 1982 dalla penna di Tiziano Sclavi.


Martin Mystère ha molti interessi: colleziona oggetti astrusi, ama l’arte, è anche antropologo e archeologo. Ha un programma televisivo tutto suo ed è sempre alla ricerca di ispirazione per il suo libro mai finito. 


La sua più grande passione, ovviamente, è risolvere i misteri. Apprezzato soprattutto per la ricerca e la veridicità delle curiosità che le storie raccontano, è uno dei primi fumetti italiani con un chiaro richiamo al filone franco-belga.

Dylan Dog (fra i fumetti più letti al mondo!)

Dylan Dog, il celebre indagatore dell’incubo londinese, è sicuramente uno degli esperimenti più riusciti di Tiziano Sclavi. Prende il nome da un poeta gallese e da un libro che Sclavi ha nella sua libreria.


Dylan sembra l’antieroe per definizione: ex alcoolista, vegetariano, amante degli animali e delle donne, che puntualmente lo lasciano. E di tutto ciò che è surreale, onirico, inspiegabile. Dylan Dog infatti è il primo fumetto horror italiano, anche se definirlo così è riduttivo. Tocca tutta le sfumature del genere ed è così ben riuscito perché Dylan è solo un uomo davanti all’ignoto che invece di fuggire dagli orrori dell’inconscio, tenta di capirli, di penetrarli. Al suo fianco, per anni, Groucho, assistente pigro ma dalle mille battute.


Esordito nel 1986, con un’uscita un po’ sofferta, nessuno si aspettava che diventasse il fumetto italiano più venduto in assoluto, e che valesse a Sclavi il premio Yellow Kid per il miglior autore.

W.I.T.C.H.

Le W.I.T.C.H. hanno segnato le letture di ogni giovane ragazza degli anni 2000. Uscito per la prima volta nel 2001 dalla Walt Disney, il soggetto ideato da Elisabetta Gnone, Alessandro Barbucci e Barbara Canepa ha dato il via a un successo planetario.


W.I.T.C.H. è l’acronimo delle 5 protagoniste della serie, giovani ragazze dalle vite ordinarie ma con poteri straordinari. Aiutate dagli elementi terrestri, hanno il duro compito di difendere la terra dagli attacchi di un mondo parallelo ma che regala conoscenze e rapporti inaspettati.

Monster Allergy

Esperimento ben riuscito della casa editrice Tunuè ripreso dalla Disney, Monster Allergy viene ideata da Katja Centomo e Francesco Artibani nel 2003.


Per i giovani lettori, la storia è questa: la vita di Zick, ragazzo solitario che abita in una piccola provincia, viene sconvolta dall’arrivo di Elena Patata. L’unico problema è che Oldmill Village è abitata da creature mitiche e mostruose, e uno dei due è pure allergico a loro. Il fumetto ha tale successo che la serie animata esce poco dopo.

Dragonero

Tornando alla casa editrice Bonelli, questa volta si parla di Ian Aranill, cacciatore di draghi. Con una fisionomia nordica, ha 34 anni e è un ex ufficiale dell’impero. Quando beve accidentalmente il sangue di un Drago, acquisisce poteri straordinari, e riesce a distruggere le abominevoli creature dei Regni Oscuri.


Dragonero è una serie fantasy uscita nel 2013 con un ampio successo firmata da Luca Vietti e Stefano Enoch, tanto è vero che al Lucca Comics del 2015 viene annunciata anche l’uscita di una serie adatta anche a un pubblico più giovane.

Orfani

Sempre sull’onda del genere fantasy, Bonelli questa volta si lancia in una chiave post apocalittica. Dopo la distruzione del mondo, un gruppo di bambini rimasti orfani si prepara a una battaglia contro un nemico sconosciuto in una realtà ormai avversa all’umanità. Pilastro della storia non è solo il rimando alla realtà politica odierna, ma le relazioni tra i personaggi, che non sono mai del tutto buoni o cattivi.


In questo modo, Roberto Recchioni e Emiliano Mammucari nel 2013 spiegano, per la prima volta, una nuova verità anche per i giovani adolescenti.

Ratman

Uscito per la prima volta nel 1989 dalla penna geniale di Leo Ortolani, il carattere ironico e umoristico gestito con maestria dall’autore e disegnatore gli conferisce apprezzamenti dalla critica e dai giornali. Non solo. I lettori italiani lo eleggono come il loro personaggio dei fumetti preferito.


Ratman, infatti, è un antieroe nel vero senso della parola. Forse, l’antieroe più di tutti. Dotato di scarsa forma fisica, vuole essere un vero supereroe. Purtroppo è di indole pigra, maldestro e imbranato. Più volte si cita anche il suo cattivo odore. Sfruttando la sua sfortuna e i suoi punti deboli, riesce a svoltare la situazione a proprio favore. Una rivincita esilarante di tutti i vizi umani.  

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Valentina Barzago