Solo in Italia siamo in grado di trasformare una tradizione religiosa (Santa Lucia appunto), possibilmente nata in un paese di una provincia al sud, in un rito che si festeggia in tutto il mondo.

Proprio così: quanti di voi pensavano che la festa di Santa Lucia si festeggiasse solo in Sicilia? Nella famosa Siracusa dove nasce la leggenda? E quanti di voi pensavano che, ok, dalla Sicilia si è estesa in Italia ma basta così? Tanti. Pure io.

Prima di sapere che in realtà la festa di Santa Lucia già nel VI secolo diviene una festa universale della Chiesa e che oggi la storia di questa fanciulla che porta la luce in mezzo alle tenebre, ricopre grande significato non solo per noi italiani ma anche per inglesi, americani, canadesi, svedesi, norvegesi, danesi, ungheresi e chi più ne ha più ne metta.

A maggior ragione che la fanciulla non è considerata solo la protettrice degli occhi, dei ciechi e degli oculisti ma anche dei fidanzati. Da qualche parte del Veneto infatti la tradizione vuole che il fidanzato regali a fidanzata e famiglia, un torrone di miele e mandorle in grandi quantità, perché questo porta abbondanza nella vita della coppia.

E vai di torrone e fidanzati in tutto il mondo!

Qualcuno ha detto torrone? Come non fare di questa ricorrenza uno splendido motivo per banchettare in allegra compagnia? Specialmente se la festa cade il 13 dicembre, consacra l’atmosfera del Natale e se, come quest’anno cade nel weekend, dandoci modo di andare un pò in giro tra sagre, mercati e festival!

E per chi non avesse la possibilità di spostarsi, il weekend è comunque una buona occasione per mettersi ai fornelli, preparare piatti tipici e organizzare una cena. Partiamo proprio da qui.

Cosa si mangia il 13 dicembre

Iniziamo dalla Sicilia dove la festa nasce. E dove nascono anche quelle cose che appena nominiamo Sicilia ci fanno venire l’acquolina in bocca: gli arancini.

Il menù di Santa Lucia in Sicilia in realtà sarebbe molto povero se consideriamo che le pietanze tipiche sono a base di riso e legumi. Con i condimenti però c’è da sbizzarrirsi ed è con questi che un piatto molto umile diventa un vero peccato di gola.

Gli arancini infatti, d’obbligo quelli al ragù di carne (ma se vai a Catania anche di pesce), e al burro (con tanto prosciutto), spaziano da quelli moderni alla norma a quelli ultramoderni con zucca e scamorza affumicata, salmone e pistacchio. E non dimentichiamo quelli dolci, da gustare a fine pasto, con la nutella.

Agli arancini si aggiungono i timballi di patate, le panelle e la cuccia, il dolce d’eccellenza a base di grano bollito con crema di latte, ricotta e gocce di cioccolato.

Anche in Campania si cuoce il grano insieme ad altri tredici legumi come lenticchie, ceci, fagioli, fave… e si mangiano piatti proprio a base di legumi e cerali conditi con aglio.

Se non avete la possibilità di spingervi fino a Siracusa o a Salerno, preparate ingredienti e utensili, mettete un bel grembiule e predisponetevi a passare un bel pomeriggio in cucina per portare il sud sulle vostre tavole.

Se volete preparare gli arancini (un piatto a caso) e altre specialità

Oltre agli ingredienti principali come il riso e lo zafferano (…) vi servono una serie di utensili:

Se invece volete spostarvi in Abruzzo (o portare l’Abruzzo a casa vostra), ricordatevi dei famosissimi Occhi di Santa Lucia, biscotti a forma di occhiali e a base di anice che in Sardegna diventano i biscocchi (biscottos + ocros = occhio), rotondi e farciti con marmellata di mirtilli.

Al nord Italia la santa in questione è considerata alla stregua di Babbo Natale: è lei infatti che il giorno 13 va in giro a consegnare dolci e regali di Natale. Per questo motivo i bambini si preparano per tempo a fare i bravi. E se effettivamente sono stati buoni, ricevono biscotti di pasta frolla a forma di bambole, i badì de dama se stanno a Bergamo, i lacabon se abitano ad Alessandria (gustosissimi bastoncini di miele e zucchero), lo zelten se stanno in Trentino (un dolce buonissimo fatto di pane e frutta secca candita); ma in generale anche cose salate come salami di tutti i tipi e carne d’oca.

I toscani invece (non solo i bambini!) mangiano i necci, prelibate frittelle di castagne da consumare calde con ricotta come dolce o con lo stracchino per chi ama il salato.

Ricordatevi che per ogni festa che si rispetti ci sono degli eventi correlati

Se decidete di partire e cercate il posto ideale dove fermarvi a dormire, date un occhio:

Se invece restate in città, consultate:

Bene, non ci resta che augurare una buonissima festa di Santa Lucia a tutti! E che le danze abbiano inizio!

Maria Ausilia Di Falco

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