Sono chiusa a casa in quarantena, non esco se non quando è indispensabile, sono lontana dalla mia famiglia e dai miei amici. Eppure mai come in questi giorni sento la vicinanza di chi mi vuole bene: videochiamate, messaggi e vocali mi tengono compagnia e non mi fanno sentire mai del tutto sola. Stiamo facendo questo sacrificio per tutti, ma soprattutto per i nostri genitori, i nostri nonni e per tutti coloro che sono più fragili in questo momento.

Esattamente un anno fa eravamo tutti intenti a cercare un’idea regalo per la festa del papà, una frase carina e divertente da mettere sul bigliettino e una ricetta perfetta per festeggiare tutti assieme.

Oggi la situazione è un po’ differente, ma quello che non cambia è la voglia di far sapere ai nostri papà quanto ci teniamo e quanto gli vogliamo bene, anche a distanza.

Per una giornata allora abbassiamo il volume del telegiornale e facciamo in modo di passare una giornata speciale anche se a distanza. Sempre più attività sono fatte sul digitale: la palestra è sostituita da un tutorial e un tappetino in salotto, l’aperitivo con gli amici si trasforma in una chiamata su Skype e perché non trasformare anche la Festa del Papà?

Una Festa del Papà alternativa

Un grande classico, le zeppole di San Giuseppe, con una novità, cucinarle assieme grazie alla tecnologia!

Zeppole di San Giuseppe per la Fetsa del Papà

Ingredienti per l’esperienza:

  • smartphone/computer
  • connessione

Ingredienti per la pasta choux:

  • 3 uova
  • 1 tuorlo
  • 55g burro
  • 250ml acqua
  • 150g farina 00
  • q.b. sale

Ingredienti per la crema pasticcera:

  • 2 tuorli
  • 22,5g amido di mais
  • ½ baccello di vaniglia
  • 70 g zucchero
  • 200 ml latte intero
  • 50 ml panna fresca liquida

Per friggere e guarnire:

  • 6 amarene sciroppate
  • olio di semi di arachidi
  • zucchero a velo

Le zeppole, dolce tipico campano solitamente preparate per la Fsta del Papà, sono formate da un guscio di pasta bignè fritto, guarnito con una dolce crema pasticcera, decorato da un’amarena sottospirito per dare una punta di acidità al tutto. 

Le leggende, avvolte nel mistero, che raccontano la nascita delle zeppole sono principalmente due:

  • la prima vuole che dopo la fuga in Egitto, Giuseppe, per mantenere Maria e Gesù, oltre che il falegname diventò anche un venditore ambulante di frittelle; la devozione della città di Napoli per San Giuseppe fece nascere la tradizione della vendita delle zeppole proprio per ricordare l’impegno del santo per mantenere la propria famiglia
  • l’altra leggenda invece vuole che durante la celebrazione romana delle Liberalie, feste  in onore delle divinità di grano e vino, che si tenevano il 17 marzo, gli effetti dell’alcool venissero mitigati da frittelle di frumento cotte nello strutto; quando le celebrazioni pagane vennero messe al bando dall’Imperatore Teodosio II, anche questa tradizione venne abbandonata, ma probabilmente il dolce era troppo goloso per essere abbandonato del tutto. Le zeppole che oggi portano il nome di San Giuseppe, festeggiato appena due giorni dopo la ricorrenza delle Liberalie, è probabile che siano le dirette discendenti delle antiche frittelle romane.

Qualunque sia la storia dietro, le zeppole rimangono uno dei piatti più golosi della tradizione culinaria italiana. Perché allora non cucinarle, anche se a distanza?

Festeggiamo con una bella videochiamata mentre assieme prepariamo le zeppole

Avviata la chiamata (o videochiamata) basterà seguire questa ricetta:

Iniziamo dalla crema pasticcera, in modo che abbia tempo di raffreddarsi: latte, panna e vaniglia vanno portati a ebollizione, la bacca di vaniglia deve essere tolta prima di aggiungere il resto degli ingredienti e continuare la cottura sul fuoco.

Mettetevi il cuore in pace e preparate la frusta per mescolare il tutto, nei 10 minuti che vi serviranno per farla addensare potrete tranquillamente raccontare a vostro padre, ed eventualmente anche a vostra madre che osserva alle spalle per evitare incidenti culinari, che serie tv state guardando o che libro state leggendo.

Una volta pronta la crema va versata in un recipiente, coperta con la pellicola, che deve aderire perfettamente per evitare che la superficie si secchi, e messa a raffreddare a temperatura ambiente.

Fatto questo si passa all’impasto per la frittella: acqua, burro e sale vanno fatti sciogliere, che canzone canteranno oggi alle 18 i vicini di balcone?, e quando il liquido bolle potrete aggiungere, sempre coordinandovi perfettamente, tutta la farina.

Quando si sarà creato un bel mappazzone potete togliere tutto dal fuoco, mettere a raffreddare in una ciotola e iniziare a incorporare le uova poco alla volta. Questo passaggio potrebbe richiedere tempo e pazienza: magari potreste approfittarne per fare due chiacchiere su come sta il resto della famiglia, alla fine è questo il senso della festa.

L’impasto dovra essere ora modellato in una ciambella utilizzando una sac-à-poche (individuare questo oggetto potrebbe mettere vostro padre in seria difficoltà, ma si può sempre usare un sacchetto di plastica con un angolo tagliato via), ricordatevi di mettere sotto della carta forno, altrimenti poi sono guai quando tocca pulire.


Ci siamo quasi, mentre chiacchierate del più e del meno mettete l’olio sul fuoco e quando avrà raggiunto la temperatura cuocete le frittelle (la carta forno vi aiuterà a non creare un’eruzione di olio bollente – basterà tagliarla e avere il supporto per ogni singola ciambellina).

Dopo 5 minuti saranno pronte: non vi resta che scolarle e decorarle con la crema pasticcera (che sarà stata messa nella sac-à-poche), lo zucchero a velo e le amarene.

Il gioco è fatto!

Questo momento di permanenza casalinga potrebbe essere quello giusto per dedicarsi di più alla cucina e alla famiglia, perciò, se vi manca qualche attrezzo da cucina, iniziate a farci qualche pensiero.

E ancora auguri a tutti i papà!

Ginevra Boneschi

Credits:

bakeca
bakeca