Continua la rubrica sugli eSport cominciata qualche giorno fa insieme agli amici di NoFear Gaming

E se vi dicessimo che fra eSport e sport “reali” c’è molta più somiglianza di quanto potreste pensare?

Proprio così. Da anni molti operatori del settore stanno lavorando per ottenerne il riconoscimento. In alcuni paesi come Francia, Spagna, inghilterra la disciplina eSportiva (giocare ai videogames secondo una logica professionale) è un attività sportiva riconosciuta al pari di calcio, volley e altri sport “analogici”. Nel nostro paese, invece, si sta ancora dibattendo per cercare di capire come equiparare le discipline.

Ma le similitudini, al di là dell’aspetto gestionale e legislativo, non si fermano qui.

Dove si somigliano eSport e sport

Sicuramente videogiocare è un momento di svago e distrazione, ma non solo. Così come la partitella a calcio tra amici può essere ritenuta un’attività sportiva, anche mentre si videogioca si possono allenare diverse parti del nostro corpo, pur senza rendersene conto.

Qui c’è una sorta di differenza, che però avvicina anche i due mondi. Entrambi infatti vedono lo svolgimento di un’attività in cui viene svolto un esercizio fisico: la differenza sta in quale parte del corpo si concentra lo sforzo.

Nello sport tradizionale il nostro corpo si allena sopratutto a livello muscolare, lavorando principalmente su resistenza e esplosività e formando i gesti del corpo attraverso dei meccanismi che diventano intuitivi. La stessa cosa avviene negli eSport, con la differenza che le parti del corpo che vengono addestrate principalmente sono le mani, che divengono veri e propri strumenti, un po’ come l’arco per il tiratore o il disco per il discobolo.



Questo processo porta poi ad avere una forte vivacità mentale: moltissimi studi hanno rivelato che l’attività videoludica è in grado di mantenere attiva la nostra mente e permette di potenziare skill come reattività, coordinazione e problem solving, tutte comuni allo sport tradizionale.

Tralasciando il fatto che molti eAtleti dedicano parte del proprio allenamento all’attività fisica, per sottolineare le similitudini tra sport ed eSport si può guardare al gioco degli scacchi. In questa disciplina elasticità e rapidità di pensiero sono fattori fondamentali per superare l’avversario: questi vengono allenati partita dopo partita. Un po’ come avviene negli sport “balistici” quali il biliardo, il tiro al bersaglio o le freccette, dove viene acquisita la tecnica di base e il vero talento distintivo sta nel mirare bene, scoccando il colpo giusto al momento giusto nella corretta direzione. LA stessa cosa avviene con un controller o una tastiera: proprio come una mazza da baseball o una stecca, un giocatore avrà più possibilità di essere vincente se riuscirà a unire le proprie abilità cognitive ai cinque sensi rendendo pressoché perfetta la coordinazione oculo-manuale (anch’essa rilevante in qualsiasi attività sportiva).

I prossimi passi

Il CIO ha dichiarato che gli eSport vedranno prima o poi l’ingresso nelle discipline olimpiche, anche se non subito. Un peccato, considerato che già per le olimpiadi di Tokyo era stato proposto di far fare una sortita a qualche videogame. Seppur in una situazione ancora in divenire, possiamo però dirci sicuri che sia solo una questione di tempo.

Troppi sono oggi i videogamer e gli atleti di competizioni con seguito crescente, e il potenziale da tutti i punti di vista è immenso.

Il tema va però trattato senza preconcetti e preclusioni, perché come abbiamo visto al di là di una differenza sostanziale nella pratica, i due mondi possono dirsi molto vicini.

Non ci resta che incrociare le dita: intanto, cominciamo a preparare la prossima puntata!

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