A Carnevale ogni decluttering vale

Il mondo si divide nei fan del Carnevale e nei Carneva-che

Se vi identificate con i primi avete sicuramente l’armadio pieno di vestiti che avete usato ad ogni festa in maschera e che tenete lì perché ci siete affezionati e vi ricordano quella volta che. 

Se vi identificate coi secondi magari ne avete avuto sempre e solo uno, di costume, riciclato ad ogni festa dove siete andati solo perché la vostra ragazza, vostro fratello o vostra madre vi ha subdolamente costretto. 

In entrambi i casi, che ne dite di fare un po’ di decluttering? Sbarazziamoci del vecchio per fare spazio al nuovo, come dice il vecchio saggio ma anche la vecchia saggia. …Però come, buttando i costumi nell’immondizia?

Mmmh. Il saggio e la saggia in questione forse non sarebbero così d’accordo. Soprattutto oggi che siamo tutti più sensibili alle tematiche ambientali. I vestiti ci mettono anni per essere smaltiti nell’ambiente, oltre che una certa quantità di risorse. Senza contare che in questo processo di smaltimento rilasciano molte sostanze non proprio benefiche.

Invece che considerare quei vestiti dei rifiuti, allora, pensiamo alla seconda vita che potrebbero avere. 

5 modi per disfarsi dei vecchi costumi di Carnevale

Ecco i nostri cinque modi (sostenibili) per disfarsi dei vecchi costumi di Carnevale. 

1. Bakeca

Beh, ovviamente non c’è modo migliore per far bene alla natura, all’economia e alle persone mettendo in circolo abiti usati piuttosto che produrne di nuovi. Si spreca di meno e si fa felice qualcun altro. 

Su Bakeca – così come sugli altri mercatini online, ma voi preferite Bakeca – potete mettere il vostro annuncio sul costume in vendita e contrattare il prezzo col migliore offerente. Potete addirittura donarlo senza pretendere un euro in cambio perché magari vi sentite più buoni. Del resto il Natale quando arriva arriva, anche se è già arrivato.  

2. Associazioni di volontariato

Se effettivamente vi sentite più buoni allora c’è una cosa ancora più potente che potete fare: regalare il vostro costume a qualcuno che non se lo può permettere. Ci sono infatti numerose associazioni che si occupano di fare da mediatrici tra chi vorrebbe dare e chi vorrebbe ricevere. E se vi viene lo scrupolo pensando che ci sia più bisogno di vestiti normali piuttosto che di maschere di Carnevale toglietevelo, sto scrupolo. Magari c’è una bambina che sogna esattamente il costume che voi non avete intenzione di indossare più. Insomma chi più ne ha, più ne metta. 

.3 Swap party 

È il mezzo più social per dare via i vostri vestiti, quindi pantofolai vi abbiamo avvisato. 

E ora vi diamo un secondo avviso: parte lo spiegone. 

Lo swap party nasce negli anni ‘90 a New York come vero e proprio movimento anti-consumista. Consapevoli di quanto il giro della moda impatti negativamente sull’ambiente e di quanto il mercato ci spinge a produrre-comprare-buttare come se non ci fosse un domani ma neanche un stasera, i paladini e soprattutto le paladine di queste feste dello scambio cercano di dare nuova vita agli abiti usati tramite il baratto.

Fine dello spiegone. 

Cosa succede quindi negli swap party? Succede che ognuno arriva con qualcosa che vuole dare via, pronto a scambiarla con qualcos’altro che vorrebbe. Ma essendo degli eventi serali o weekendali si sta chill, si mangia, si beve, si chiacchiera, si fanno cose, si vede gente. L’idea infatti è quella dello scambio umano, oltre che degli oggetti.  

Toglietevi ‘ste pantofole, su.

4. Riciclo creativo

Facilitare il riutilizzo di un abito è la scelta più green che possiate fare. Dopo questa, c’è il riciclo creativo

Le modalità che vi abbiamo elencato finora, infatti, sono quelle che impiegano meno risorse possibili. Il riciclo ne impiega qualcuna in più, ma è comunque una scelta supergreen. 

In questo caso parliamo di creare nuovi abiti o nuovi oggetti partendo dai materiali con cui è fatto il vostro costume di Carnevale. Parliamo quindi in particolare di stoffe che possono essere scucite e ricucite all’occorrenza. E parliamo anche di una certa creatività con cui andrebbe fatto tutto questo. 

Da gonne o pantaloni potreste ad esempio ricavare dei fazzoletti, delle bandane o dei foulard. Con dei mantelli potreste fare delle tende o delle tovaglie. 

Certo, se avete qualche amico o qualche amica che fa il sarto o la sarta, potete affidare loro gli abiti e ciaone. Altrimenti potete imbarcarvi in questa impresa e vedere cosa ne esce. 

Ok, va bene, chiamate i sarti. 

5. Riuso personale 

Può essere infine che voi il decluttering proprio non lo volete fare. Allora conservate pure quegli abiti nell’armadio ma almeno cercate di dargli un senso. Per esempio, potreste organizzare delle feste in maschera anche se non è Carnevale (né Halloween). 

Chi l’ha detto che ci si traveste solo quando lo dice il calendario?

Credits per le immagini: Pixabay.com, dimitrisvetsikas1969, ales_kartal, rsunshine, 46173, YamaBSM, bhjthijssen, alexman89, Kunstbine

Teresa Lucente
Teresa Lucente