Dimmi quanti sacchetti di plastica usi e ti dirò chi sei. Potremmo cominciare così. 

Forse non ci avevate mai pensato ma, anche se i sacchetti di plastica sembrano innocui, in un anno se ne consumano circa 10 miliardi. Beh, qual è il problema? Il problema è che non fanno bene all’ambiente, e neppure a noi. Capiamo perché e quali possono essere le alternative. 

Che c’entra il caldo con la plastica?

Le temperature iperboliche che l’Italia ha raggiunto nell’estate 2023 sono una delle manifestazioni più evidenti del cambiamento climatico. I 40° con cui abbiamo convissuto forse ci hanno fatto capire che l’ambiente non è un concetto astratto. E che l’inquinamento del pianeta è qualcosa di concreto, i cui effetti ci riguardano da vicino. 

Soffermarsi ora sulle cause dell’inquinamento sarebbe lunga. Ne scegliamo per ora solo una: la plastica. 

La plastica è uno dei materiali che utilizziamo di più, eppure, essendo un derivato del petrolio, è anche uno dei più dannosi per l’ambiente. Produrre oggetti in plastica come i sacchetti (ma non solo) causa il rilascio nell’atmosfera di grandi quantità di monossido di carbonio e gas serra: proprio ciò che sta causando il pauroso innalzamento delle temperature. 

Non è un caso infatti che in Italia siano state adottate delle leggi per diminuire la plastica, e che da qualche anno al banco frutta e verdura dei supermercati ci sono dei sacchetti biodegradabili. 

…Ma noi che possiamo fare per migliorare le cose, o meglio migliorarci la vita? 

Plastica o non plastica, questo è il dilemma

Forse non ci rendiamo conto che ogni piccola decisione che prendiamo fa la differenza. Quando andiamo al supermercato, buttiamo la spazzatura, scegliamo la spiaggia o compriamo i vestiti, per esempio.

Uno dei vademecum che dovremmo tenere sempre presente per inquinare meno, vivere meglio e risparmiare pure soldi è questo: evitare l’usa e getta. 

Per esempio:

  • invece dello spazzolino di plastica, meglio uno spazzolino elettrico a cui cambiare la testina di tanto in tanto;
  • invece dei piatti di plastica meglio piatti di ceramica, anche se facciamo una cena collettiva;
  • invece dei detersivi che hanno un contenitore di plastica solida, meglio quelli che hanno dei contenitori morbidi (ma ancora meglio quelli sfusi!);
  • invece delle verdure, della carne o dei formaggi che hanno degli involucri di plastica, meglio quelli senza packaging;
  • invece delle bottiglie di plastica, meglio usare delle borracce;
  • invece dei sacchetti di plastica, meglio delle borse di tela o altri materiali sostenibili. 

L’obiettivo principale che dovremmo avere è, insomma, quello di  ridurre la plastica – nello specifico dei sacchetti monouso – e optare per delle alternative biodegradabili o riutilizzabili più volte possibile.

Quali sono le alternative ai sacchetti di plastica?

Se quando facciamo la spesa ci abituiamo a portare delle borse che non sono di plastica e non sono usa e getta, facciamo una scelta che migliora l’ambiente e noi stessi. Le alternative ai sacchetti di plastica ci sono, e non sono poche.

Vediamo le più comuni:

  • borse di tela o cotone: sono robuste, durevoli e possono essere lavate e riutilizzate molte volte, sia per fare la spesa che per portare molti oggetti di uso quotidiano;
  • borse di juta o bambù: sono realizzate con fibre naturali e hanno il pregio di essere biodegradabili e sostenibili. Anche queste possono essere utilizzate per portare vari oggetti durante la giornata;
  • borse di tessuto fatte a mano, ad esempio all’uncinetto: hanno lo stesso pregio di quelle di tela o di juta, con un tocco di artigianalità in più nella manifattura. Il che le rende esteticamente particolari e uniche nel loro genere; 
  • sacchetti di carta: sebbene ci siano anche oggetti di carta provenienti da fonti non sostenibili, la carta è mooolto più sostenibile della plastica. In questo caso i sacchetti sono utili per cose come frutta e verdura, libri, e in generale oggetti non troppo pesanti e facilmente trasportabili;
  • borse di plastica NON usa e getta: se proprio vi piace la plastica, meglio utilizzare delle borse rigide, da riutilizzare più volte. In questo modo si evita il rischio di doverle smaltire, con tutto quello che comporta per l’ambiente, e quindi per noi.

Credits per le immagini: Pixabay.com, A_Different_Perspective, photosforyou, KRiemer, Hans, randy7

Teresa Lucente
Teresa Lucente