Il mondo del lavoro oggi è così caotico che non è difficile perdere un posto, ma non è neanche così difficile trovarne un altro. L’importante è non cedere allo scoramento per la perdita del lavoro, avere pazienza e soprattutto credere davvero che non tutto è perduto. Vediamo insieme come.

Aiuto, che sta succedendo? 

Perdere il lavoro è un trauma professionale e personale. Causa problemi economici, pratici ed esistenziali. Magari pensiamo di essere dei falliti, dei perdenti, degli sfigati. Pensiamo di aver sbagliato e di non poter rimediare ai nostri errori, oppure pensiamo di aver subito un’ingiustizia e non riusciamo a provare altro che rabbia, sconforto, frustrazione.

Che sia per un motivo o per un altro, abbiamo la sensazione di aver messo, non un piede, ma tutto il corpo dentro le sabbie mobili. Impossibile uscirne: ogni movimento è letale.

Beh, sapete una cosa? È solo una sensazione. A volte, per uscire da un’impasse basta tendere le orecchie. Basta ascoltare quello che dicono le persone che ci vogliono bene per guardare il mondo in una luce diversa, e reagire. O basta leggere quest’articolo! Anzi, continuate perché vi diamo anche dei consigli pratici.

È più facile perdere o trovare lavoro?

Può essere che siete stati licenziati, che è terminato un contratto o che voi stessi avete lasciato il posto di lavoro perché le condizioni erano pessime: paga scarsa, orari improbabili, umanità zero. Insomma, i motivi per cui ci si può ritrovare senza lavoro sono tanti, oggi più che mai. Vi invitiamo però a fare una riflessione. 

Fino a circa trent’anni fa, quando i contratti di lavoro erano molto più solidi e una posizione era come un diamante (per sempre), perdere il lavoro era una vera tragedia. Non che oggi non lo sia, ma la precarietà del mondo contemporaneo paradossalmente fa sì che sia facile perdere un lavoro quanto trovarlo:

  1. i tipi di collaborazione sono così tanti e così vari che, davvero, qualcosa si trova.
  2. Una volta non c’era Internet, oggi sì! Basta avere un cellulare o un computer per intercettare delle offerte di lavoro.
  3. Internet o meno, siamo nell’era della comunicazione: a volte basta un passaparola.

Prima di cominciare a cercare lavoro, però, è importante che mentalmente stiate bene. Ecco quindi qualche consiglio.

Come si supera la perdita del lavoro?

Se vi sentite bloccati, è probabile che lo siate nella pratica e nella teoria. Spesso infatti sono i nostri pensieri che ci impediscono di andare avanti, di compiere delle azioni. 

E come si cambiano i pensieri? Innanzitutto mettendoci in una condizione di fiducia. Dovete pensare: “Ok mi fido di quello che mi dici o che mi scrivi”. E poi cercando di fare esperienza di quello che ascoltate o leggete. Proviamo? 

Ecco i nostri consigli per superare un momento difficile come la perdita del lavoro.

  1. La prima cosa che dovete mettervi in testa è che non siete gli unici. Nel bozzolo in cui vi siete rintanati forse non ve ne rendete conto, ma sappiate che i disoccupati in Italia sono oltre due milioni (eh già). Quindi non c’è neanche bisogno di vergognarsi perché – udite udite – succede.
  2. Anche se vi ostinate a darvi la colpa di tutto ciò che vi accade, specialmente delle cose brutte, sappiate che non è colpa vostra. Non è colpa vostra. Non è colpa vostraaaaa!
  3. Tutto passa. Forse vi sembrerà che niente può cambiare questo momento ma nella vita ci sono sempre alti e bassi: le mele cadono, le rose fioriscono, la neve si scioglie e voi fate un sorriso. Così.
  4. Dopo che vi siete fidati delle persone che vi danno dei consigli (tipo noi), fidatevi di voi. Fate un elenco delle vostre qualità, delle cose che sapete fare bene, e siate fieri di voi stessi. Conservate quell’elenco perché vi può essere utile per cercare un nuovo lavoro. Magari quello che facevate prima non vi piaceva neppure, allora potreste ricominciare con qualcosa che vi appaga veramente ed è in linea con le vostre passioni. In ogni caso, ricordatevi che siete delle persone meravigliose e che meritate un nuovo lavoro più figo del precedente.
  5. Ripetete come un mantra: Ce la posso fare, ce la posso fare, ce la posso fare!
  6. Parlate della vostra esperienza oppure scrivetene. Fate uscire il rospo. All’inizio non è importante quello che dite e né quello che dicono gli altri. Semplicemente, le parole aiutano a elaborare i fatti e ad andare avanti. 

Come si trova un nuovo lavoro?

Ecco, se avete fatto gli esercizi che vi abbiamo elencato vi sentirete già meglio, e forse siete pronti per passare all’azione. Non vi preoccupate, anche qui abbiamo un po’ di consigli pratici per voi… sperando che abbiate cominciato a fidarvi.

  1. Come dicevamo all’inizio, meno male che c’è Internet. I siti che raccolgono le offerte di lavoro sono tanti, ma ce n’è uno che proprio dovete avere come punto di riferimento. Indovinate? Il nostro!
  2. Dite in giro che state cercando lavoro con la stessa tranquillità con cui dite “Che bel tempo che c’è oggi!”. Il passaparola a volte aiuta più delle mail perché vi dà la possibilità di metterci la faccia. 
  3. Fate una lista delle persone che potrebbero aiutarvi, dite loro che state cercando lavoro e scrivete che cosa vi dicono. Seguite delle piste come i segugi! Il networking è foooondamentale.
  4. Al cv che mandate alle aziende allegate una bella presentazione in cui raccontate con positività il percorso che avete fatto, così come le vostre aspirazioni. Cosa abbiamo detto? Positività! Yes.
  5. Fate finta che un lavoro ce l’avete, o meglio: uscite di casa a testa alta, abbiate cura di voi e di come vi presentate agli altri. Sarà utile soprattutto per la vostra autostima ma anche per fare buona impressione: non si sa mai, potreste incontrare per caso uno dei vostri futuri datori di lavoro.
  6. Procuratevi degli appuntamenti. A volte, quando si è nel limbo del non-lavoro, una delle cose più pesanti da sostenere è il telefono che non squilla e l’agenda completamente vuota. Beh, cominciate a segnarvi delle cose da fare e delle persone da vedere. Il pomeriggio in biblioteca o la colazione con un ex collega.
  7. Leggete libri come “Chi ha spostato il mio formaggio” di Spencer Johnson o “Volevo solo lavorare” di Luigi Furini. E poi vedete tutti i film di Ken Loach. Insomma, intrattenetevi con storie simili alla vostra per sentirvi meno soli e magari riderci su. 
  8.  Leggete tutti i nostri articoli sul lavoro: siamo bravi, eh? Abbiamo pure un canale Telegram ad hoc.

E adesso via, verso l’infinito del lavoro e oltre! E buona fortuna.

Credits per le immagini: Pixabay.com,  Pexels, Anemone123, Maryam62, scottwebb

Teresa Lucente
Teresa Lucente