Un mojito sulla spiaggia, un gin tonic in discoteca o uno spritz per aperitivo: i nostri momenti di svago e divertimento spesso si accompagnano a un buon drink. Ma i drink in questione possono essere così tanti e a volte così complicati da realizzare. Per questo motivo quella del bartender è diventata una professione molto specializzata. E molto richiesta sul mercato.

La nostra guida ai mestieri, dopo le tecniche del pane e il servizio al tavolo, torna nel campo della ristorazione. Questa volta, però, parliamo di un ambiente più dedito alla movida.

Diventare bartender richiede una combinazione di formazione, abilità ed esperienza, a cui si aggiungono una serie di qualità personali. Dunque, vediamo chi è il bartender, di cosa si occupa nello specifico e come fare se vogliamo diventare dei professionisti nel settore della mixologia.

cocktail bartender

Identikit del bartender

Il bartender non è un semplice barista. Con quest’ultimo termine si intende, in generale, un professionista che lavora dietro al bancone. Potrebbe spillare la birra, fare spremute e frullati o occuparsi della caffetteria.

Il bartender, invece, è esperto nel servire alcolici e nella creazione di cocktail (anche analcolici), arte che viene chiamata mixologia. Di conseguenza, può trovare il suo ambiente naturale in un pub, in una discoteca, in un wine bar o in un locale di aperitivi.

Esistono tantissimi corsi che preparano a questo mestiere e molti di questi rilasciano attestati validi anche a livello internazionale. Affrontare una formazione in questo campo è davvero importante, sia per le competenze tecniche che forniscono, sia per le soft skill che permettono di maturare. Vediamole nello specifico.

Le abilità essenziali di un bartender

Un bartender fatto e finito deve conoscere a fondo una vasta gamma di alcolici, liquori, vini, birre e ingredienti per cocktail. Inoltre deve essere in grado di preparare una varietà di bevande, scegliendo gli ingredienti e conoscendo le tecniche di miscelazione corrette.

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Ciò vuol dire memorizzare le ricette dei cocktail classici e di quelli sperimentali, riproducendole con precisione. Ogni movimento che richieda l’utilizzo delle attrezzature da bar (bicchieri, shaker, mestoli, pestelli, setacci) dev’essere preciso e rapido, specialmente nelle ore di punta.

Altri due elementi fondamentali del lavoro sono la preparazione delle decorazioni che finiranno il cocktail e la gestione delle scorte. L’inventario comprende gli alcolici di base, gli aromi naturali, i succhi di frutta, gli sciroppi, ma anche agli ingredienti freschi come agrumi, erbe aromatiche o zucchero.

Un lavoro che fa per noi

Come abbiamo già detto, tra le abilità tecniche di un bartender devono trovare spazio anche le soft skill. Importantissime sono le doti comunicative, per interagire con i clienti, ascoltare i loro ordini e offrire un servizio cordiale. Inoltre dovremmo avere una certa abilità di vendita, suggerendo le bevande più adatte agli indecisi. Aggiungiamo alla ricetta il carisma utile a fidelizzare e l’attitudine al lavoro di squadra, per coordinarsi al meglio con gli altri membri dello staff.

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Se crediamo di possedere queste capacità, allora probabilmente abbiamo trovato una strada che può fare al caso nostro. Certo, non bisogna dimenticare che si tratta di un impegno esclusivamente serale e notturno, tuttavia non mancheranno attimi di adrenalina e divertimento.

Non si sa mai che con questi spunti, magari, scopriamo una nostra futura passione.

Credits per le immagini: pixabay, Pexels, LicorBeirao, StockSnap

Daniel Coffaro
Daniel Coffaro