In un mondo smart, liquido e iper-connesso cambiare lavoro è molto frequente, sicuramente più di una volta. Capiamo allora come si fa a riciclare in modo intelligente le proprie skill nel passaggio da un mestiere all’altro. 

Perché cambiare lavoro

Innanzitutto, ci sono vari motivi per cui potete ritrovarvi a cambiare lavoro: 

  1. perché siete stati licenziati o è terminato il contratto;
  2. perché siete insoddisfatti e aspirate ad altro;  
  3. perché il lavoro che fate sta scomparendo;
  4. perché volete fare un salto di carriera;
  5. perché la vostra vita è cambiata e dovete adattarvi;  
  6. altro, ditecelo voi.

In tutti questi casi, la scelta può virare su un lavoro simile a quello che già fate oppure su un lavoro diverso. Il punto è che bisogna dare un senso a quello che sappiamo fare, senza cestinare il frutto della nostra esperienza professionale… No?

Come riciclare le skill

Per riciclare le proprie skill occorre farne prima la raccolta differenziata, come si fa coi materiali. In particolare bisogna dividere le competenze trasversali (soft skill) da quelle tecniche (hard skill). 

Le competenze tecniche  o hard skill sono quelle che sono di pertinenza di un certo mestiere o di una certa professione, e che difficilmente possono essere riciclate se il lavoro di partenza è totalmente diverso da quello di arrivo. Ad esempio, la capacità di fare i modelli sul manichino che ha una sarta non possono essere molto utili a quella sarta se decide di diventare programmatrice di software. Oppure, tutto il sapere sui numeri che può avere un insegnante di matematica raramente potrebbe essere riciclato se quell’insegnante decide di continuare a fare l’insegnante, ma di italiano. …In quel caso potrà però riciclare le skill cosiddette trasversali.

Le competenze trasversali o soft skill sono quelle che possono essere facilmente trasmesse da un lavoro all’altro. Possono essere capacità innate oppure acquisite nel tempo, magari da quando eravamo piccoli. Continuate a leggere che ve le spieghiamo meglio dopo.

Come riciclare le hard skill

Facciamo degli esempi, giusto per darvi qualche spunto che può esservi utile.

Come riciclare le vostre hard skill se siete…

  • …Sarte e sarti. Le abilità di questo mestiere, come la conoscenza dello stile o la precisione nel taglio e nell’assemblaggio dei tessuti, potrebbero essere utilizzate ad esempio nella professione di designer di moda, soprattutto se avete una buona intuizione creativa. Ma anche come stilista di produzione, ovvero la figura che opera in fabbrica, o nella vendita di capi d’abbigliamento (in un negozio fisico o in un e-commerce). 
  • …Analiste e analisti informatici. In questo caso potreste lavorare come ingegnere e ingegneri di rete (che installa e mantiene le reti di trasmissione di dati), esperte ed esperti di sicurezza informatica, analiste e analisti di business intelligence (per comprendere le tendenze del mercato e migliorare la strategia aziendale), amministratrici e amministratori di rete oppure ancora come sviluppatrici e sviluppatori di software. 
  • …Ballerine e ballerini. Se per vari motivi non volete o non potete più ballare, potreste: insegnare danza e varie arti performative; fare le coreografe e i coreografi; oppure le istruttrici e gli istruttori di varie attività che coinvolgono il corpo come lo yoga, il fitness, il pilates. 
  • …Tipografe e tipografi. La diffusione delle tecnologie digitali ha ridotto un tantino l’offerta di lavoro dei tipografi. Potrebbe essere questo il motivo per cui volete cambiare lavoro, oppure no: magari vi siete semplicemente stufate o stufati. Di fatto, le vostre abilità tipografiche potrebbero essere trasferite nel campo della grafica, se avete anche un certo occhio educato alle forme e ai colori. Potreste fare la correttrice o il correttore di bozze, se avete anche una certa abilità con la lingua italiana, oppure anche lavorare in una produzione editoriale.

Ecco, vi abbiamo dato solo alcuni esempi di possibili percorsi di carriera, o meglio per cambiare lavoro riciclando le hard skill. Dovete comunque valutare le vostre  preferenze, le possibilità che avete in base all’ambiente che vi circonda, le risorse che avete in termini di tempo, spazio e pure soldi. Insomma, un sacco di cose! Gli esempi sono più che altro un modo per confermarvi che il riciclo del lavoro è possibile quindi… non vi resta che darvi da fare! 

Come riciclare le soft skill

Le soft skill o competenze trasversali sono abilità che si possono applicare in diversi contesti lavorativi. Di più: in diversi contesti della vita. Sono abilità che possiamo avere naturalmente e che però possiamo aver potenziato negli anni, oppure cose che abbiamo imparato a fare perché magari ce lo ha insegnato qualcuno. Di fatto, sono cose acquisite: le cose per cui diciamo Io sono fatta così o Io sono fatto così.

Alcuni studi hanno dimostrato che chi le possiede ha molta più facilità di adattarsi nel passaggio da un lavoro all’altro. Insomma, per riciclarle non dovete fare altro che esercitarle per cercare di non perderle. Ce ne sono alcune poi che sono particolarmente richieste dalle aziende… volete sapere quali? Bene, eccole.

  1. Buona comunicazione, il che comprende la conoscenza della lingua (nel nostro caso italiana) scritta e parlata, oltre che la capacità di essere chiari e puntuali quando si interagisce con le altre persone. Di solito nel mondo del lavoro è richiesta anche la conoscenza di almeno una lingua straniera, che il più delle volte coincide con l’inglese, ma questa potrebbe già essere considerata un’hard skill. 
  2. Capacità di analisi e organizzazione. Vuol dire avere un pensiero critico tale da poter valutare ogni informazione e situazione in modo lucido, e saper agire di conseguenza prendendo decisioni anche difficili.
  3. Empatia. Cioè riuscire a comprendere l’altra persona emotivamente, mettersi nei suoi panni, avere un punto di vista vicino all’altra o all’altro. Questa dote ci allontana da ogni egocentrismo e ci permette di comunicare meglio con le altre persone 
  4. Problem solving (il mitico), ovvero la capacità di cavalcare le onde dei problemi che inevitabilmente possono tediare le nostre giornate, con positività e assertività. Il problem solver ideale analizza la situazione e organizza un piano strategico senza fasciarsi la testa.
  5. Capacità di adattarsi al cambiamento senza troppe rigidità ma accogliendo il nuovo come qualcosa di normale e anzi vitale.  Del resto, se state cambiando lavoro dovreste avere questa skill nella pelle.
  6. Creatività: il che non vuol dire essere Picasso, ma impiegare quella forma di intelligenza che vi permette di trovare nuove soluzioni, nuove linee da seguire, nuove porte da aprire. 
  7. Saper lavorare in team, ovvero contribuire a creare un clima di squadra sereno e collaborativo in cui tutti vengono valorizzati e non sminuiti. 
  8. Leadership, considerata anche questa una soft skill. Non sempre si è portati a guidare un gruppo ma talvolta è proprio una manager o un manager quello che le aziende cercano. Una persona che ispira gli altri e li conduce verso degli obiettivi comuni, coltivando i talenti e motivando tutte e tutti a fare del proprio meglio. 

Credits per le immagini: pixabay.com, jamesbrocka, sasint, Michelle_Venter, yairventuraf, pbat34, bencleric

Teresa Lucente
Teresa Lucente