Come aprire la Partita IVA: quale regime scegliere, costi e codici Ateco

Se sei uno studente o un lavoratore dipendente che vuole provare a mettersi in proprio o fare qualche lavoretto extra potresti avere bisogno di aprire una Partita IVA.

Facciamo una premessa: se in un anno pensi di non superare i 5.000€ di compensi per le tue prestazioni occasionali, puoi fare le ricevute su codice fiscale.

Ci sono però delle limitazioni: per questo tipo di lavori, non puoi fare ricevute per lo stesso committente per lavori che superino i 30 giorni consecutivi.

Il tetto della soglia si alza a 7.000€ se la tua ricevuta fiscale sarà unica e intestata ad una singola azienda ma in questo caso dovrai dichiarare con il 730 dell’anno successivo i 2.000€ aggiuntivi che hai percepito.

Se invece pensi di iniziare un’attività più remunerativa e più assidua, allora ti conviene aprire la Partita IVA.

1. Come aprire la Partita IVA

Il modo più semplice e sicuro è recarsi da un commercialista e affidare a lui le pratiche. Ti seguirà non solo nell’apertura ma anche nella compilazione del Modello Unico l’anno successivo, quando dovrai versare tasse e INPS.

Il costo per la gestione delle partiche varia a seconda della zona in cui abiti (in centro città è possibile che ti costi di più, in media si aggira tra i 600€ e 1.000€).
Puoi comunque richiedere più preventivi e valutare il più conveniente.

In alternativa, puoi scaricare dal sito dell’Agenzia delle Entrate* il modello AA9/7 (per lavoratori autonomi o ditte individuali) o il modello AA7/7 (per società) e compilarlo. Una volta pronto devi:

  • portarlo all’ufficio dell’Agenzia delle Entrate competente sul tuo territorio con un documento di riconoscimento
  • inviarlo con raccomandata a/r con i documenti in allegato
  • tramite il software disponibile sul sito dell’Agenzia delle Entrate in via telematica**

Oltre al modello trovi anche le istruzioni per compilarlo alla perfezione. Vediamo insieme alcune voci e cosa significano.

2. Come scegliere il codice Ateco

La Partita IVA che riceverai sarà allegata ad un codice Ateco. Cosa indica?

Ogni professione è stata catalogata tramite una serie alfanumerica: in pratica a seconda del tipo di lavoro che vuoi svolgere dovrai dichiarare che apri una Partita IVA appositamente per quel tipo di lavoro.

Bisogna farlo sia perché è illegale dire di essere uno scrittore e poi fare il falegname, sia perché a seconda del codice Ateco verrai inserito in uno scaglione diverso per calcolare le tasse che dovrai pagare.

Come fare a scegliere quello giusto? Su una Partita IVA se ne possono assegnare fino a cinque, purché il settore di appartenenza sia simile (per esempio uno scrittore può essere anche grafico, social media manager e così via).

Per capire quali scegliere, il sito Codici Ateco*** è il migliore: inserisci il nome della tua professione e ti aiuterà a scremare nella catalogazione per trovare quello giusto. Per essere al 100% sicuri puoi anche contattare un libero professionista che fa già il tuo mestiere e chiedere a lui quale codice Ateco ha scelto.

Elenco attività Ateco

Per ogni Codice Ateco, inoltre, ti indica se puoi o meno aderire al regime forfettario (che ti spiego nel prossimo paragrafo) e anche il coefficiente di attività (cioè quanto pagherai di tasse per i primi cinque anni, di cui ti parlo nel paragrafo 4 tra i costi).

3. Differenze tra regime forfettario e ordinario

Quando compili il modulo, ti verrà chiesto quanto pensi di fatturare in un anno. Come ti dicevo nel paragrafo precedente, ogni codice Ateco ha una soglia massima di fatturato. Per esempio il grafico per il web ha 65.000€. Cosa significa?

Se pensi che in un anno guadagnerai fino a 65.000€ allora rientri nel regime forfettario, in caso contrario nel regime ordinario. Vediamo le differenze tra i due.

Regime forfettario: rientri in questa categoria se non superi il massimale stabilito dal tuo Codice Ateco. Prendendo sempre il massimale del grafico, i 65.000€ sono calcolati su un’attività di 12 mesi quindi per il primo anno, se apri la P.iva a Marzo, la soglia si abbassa perché i mesi di attività effettiva sono 10, cioè non dovrai superare i 54.000€.

Regime ordinario: se per caso dovessi superare il tuo massimale, automaticamente diventeresti a regime ordinario quindi puoi fatturare oltre la soglia.

4. I costi da sostenere per mantenere una Partita IVA

Se rimani nel regime forfettario, hai delle agevolazioni per le tasse e i contributi. Innanzitutto ti verrà considerato come fatturato effettivo solo il coefficiente di redditività. Cosa significa? Prendendo l’esempio del nostro grafico, ti verranno calcolati i costi solo sul 78% del tuo fatturato.

Se quindi fatturi 65.000€, ti verranno calcolate le tasse su 50.700€ (significa che i 14.300€ in più sono da considerarsi netti).

Nel regime forfettario, inoltre, l’aliquota è fissa al 15% (per i primi cinque anni di attività, si abbassa al 5% per darti ulteriormente una mano a partire). Quindi questo 15% verrà calcolato sui 50.700€.

I contributi INPS, invece, variano a seconda del Codice Ateco dal 25% al 27% del coefficiente di redditività, cioè verranno calcolati sempre sui 50.700€.

Qualora tu rientri nel regime ordinario dovrai effettuare le liquidazioni e i versamenti Iva mensilmente e tenere i registri contabili, ma avrai diritto a dedurre le spese affrontate per la tua attività (cosa che per il regime forfettario non è possibile).

Altri costi

Oltre a contributi/tasse che vengono calcolati in base al fatturato (quindi se non fatturi non paghi nulla), come dicevamo dovrai calcolare una spesa annua fissa per il commercialista.

Inoltre per aprire una Partita Iva è necessario avere un indirizzo PEC (Posta Elettronica Certificata) che acquisti facilmente online e ha un costo dai 5€ ai 10€ annui.

Su ogni fattura, inoltre, dovrai applicare una marca da bollo da 2€: volendo puoi addebitarla al tuo cliente inserendo la dicitura “Rimborso marca da bollo” ma dipende appunto dal cliente che hai davanti (starà a te decidere se inserirla o meno in fattura).

5. Tabella con coefficienti di redditività

Di seguito ti indichiamo i diversi coefficienti di redditività a seconda del Codice Ateco che sceglierai.

AttivitàCodice AtecoCoefficiente Redditività
Industrie alimentari e delle bevande(10-11)40%
Commercio all’ingrosso e al dettaglio45- (da 46.2 a 46.9) –
(da 47.1 a 47.7) – 47.9
40%
Commercio ambulante di prodotti alimentari e bevande47.8140%
Commercio ambulante di altri prodotti47.82-47.8954%
Costruzioni e attività immobiliari(41-42-43) – (68)86%
Intermediari del commercio46.162%
Attività dei servizi di alloggio e di ristorazione(55-56)40%
Attività professionali, scientifiche, tecniche, sanitarie, di istruzione, servizi finanziari ed assicurativi(64-65-66) –
(69-70-71-72-73-74-75) –
(85) – (86-87-88)
78%
Altre attività economiche(01-02-03) – (05-06-07-08-09) – (12-13-14-15-16-17-18-19-20-22-22
-23-24-25-26-27-28-
29-30-31-32-33) – (35) – (36-37-38-39) – (58-59-60-61-62-63) – (77-78-79-80-81-82) – (84) – (90-91-92-93) (94-95-96) – (97-98) – (99)
67%

6. Scaricare visite mediche, pranzi/cene, materiali da ufficio

Se da un lato paghi meno tasse e contributi, dall’altro, avendo un tasso molto basso, non potrai scaricare alcuna spesa (quindi anche se farai le fatture dal medico o al ristorante per i pranzi/cene di lavoro non recupererai l’IVA).

Questi erano tutti i passaggi per aprire una Partita IVA, ora non ti resta che iniziare a far conoscere la tua attività!

*https://www1.agenziaentrate.gov.it/modulistica/altri/modelli_attivita.htm

**https://www1.agenziaentrate.gov.it/software/2003/altri/aa7_aa9/index.htm

***https://www.codiceateco.it/

Giada Guerreschi

Credits:

  • cover: unsplash.com
  • immagini 1 e 2: codiceateco.it

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