Il Salone del Mobile 2018 – Milano Capitale del Design

Puntuale come ogni anno, ad aprile Milano diventa il centro mondiale dell’arredo e del design con il Salone del Mobile e il Fuorisalone.

Il primo evento, giunto alla 57esima edizione ed ospitato quest’anno dal 17 al 22 aprile presso Rho Fiera, è la rassegna principe per la presentazione delle novità in ambito arredamento e design di interni, nonchè il luogo che genera tendenze con ovvia ricaduta internazionale. Leggi tutto “Il Salone del Mobile 2018 – Milano Capitale del Design”

I consigli di Houzz per abbinare il divano al colore delle pareti

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Il divano e la parete retrostante dovrebbero essere considerati non come due entità separate, ma bensì come un sistema coordinato. Se ben accoppiati e composti, questi due elementi possono regalare un insieme vincente che può completare il soggiorno o addirittura diventare il baricentro visivo della zona conversazione di un più ampio salotto. Ecco allora alcuni suggerimenti da cui partire per creare il mix più adatto al tuo spazio. Leggi tutto “I consigli di Houzz per abbinare il divano al colore delle pareti”

Ristrutturare casa: dalla scelta dei professionisti agli incentivi 2017

Ristrutturare casa, croce e delizia. Se da un lato rinnovare il proprio immobile è un avvenimento piacevole perchè permette di sbizzarrirsi con le idee e riprogettare al meglio gli spazi, dall’altra è certamente un’operazione impegnativa e stressante, che se gestita con superficialità rischia di trasformarsi in un vero incubo. Leggi tutto “Ristrutturare casa: dalla scelta dei professionisti agli incentivi 2017”

Abitare verde (nel grigio della città)

Pensare in modo concreto a un’abitazione innovativa ed ecosostenibile non è più un’utopia, ma una tendenza che si sta diffondendo sempre di più. Sia per l’accresciuta sensibilità verso le tematiche ambientali da parte dei giovani – in contrapposizione agli over 60 definiti, tanto per rimanere in ambito cromatico, black – sia perché, di questi tempi, la speranza è che le scelte ecocompatibili facciano risparmiare portando, perché no, qualche beneficio economico. Lungi dall’essere nutrito solo dai fanatici dell’ecologia o dai cultori del design e della moda green, l’interesse per soluzioni abitative rispettose dell’ambiente si apre a nuove prospettive.

Certo, i dati sullo stato dell’arte di questo settore non sono confortanti. Da una ricerca presentata nell’ambito della “Casa dell’Architettura” di Roma è emerso che appena il 3,2% delle abitazioni italiane possono vantare l’etichetta di case green. Diversi parametri sono stati tenuti in considerazione, come la presenza di infissi a elevata prestazione energetica, l’uso di elettrodomestici a consumo ridotto o ancora l’impiego di speciali filtri per il contenimento del flusso idrico. Dallo studio è emerso poi che quasi un quarto delle nostre case non possiede nessuno dei requisiti presi in esame: si può fare di più, si dovrebbe fare di più, in vista di un nuovo approccio abitativo che benefici la natura, ma anche le nostre tasche.  

L’esempio ci viene, manco a dirlo, dall’estero e, in questo caso, dalla Germania. E’ recentissima l’inaugurazione del primo vero condominio ecosostenibile. Il BIQ (Bio Intelligent Quotient) è un complesso che comprende 15 appartamenti e che sfrutta solo fonti naturali di energia, risultando del tutto autosufficiente. Le pareti sono formate da lastre che contengono delle particolari alghe capaci di produrre, attraverso la fotosintesi clorofilliana, calore e biomassa da cui vengono ricavati dei combustibili.

L’edificio è poi provvisto di pannelli solari che trattengono il calore solare utilizzato nei sistemi di riscaldamento idrico e degli spazi interni. Il BIQ è la prima residenza al mondo a usare dei bioreattori sulle proprie facciate, ottimizzando così le prestazioni energetiche totali del complesso: si trova ad Amburgo e anche l’aspetto estetico è stato curato per risultare gradevole e (come poteva essere diversamente) verde.

Ma anche in Italia qualcosa si sta smuovendo e in particolare a Torino. Niente pareti biologiche, niente strutture di alta ingegneria, ma gli italiani, si sa, sono socievoli e buontemponi, e prima della casa vera e propria mirano a formare il tessuto umano che la abiterà. E’ stata lanciata infatti la prima iniziativa di cohousing, una realtà già ben radicata nel Nord Europa, in Canada e negli Stati Uniti. Si sta progettando un complesso residenziale formato da spazi privati e da spazi comuni, in cui gli inquilini collaborino per garantirsi reciprocamente dei vantaggi. Famiglie e residenti che sperimentano questo modello di convivenza attiva, formeranno quindi non più un condominio dove quasi non ci si saluta, ma una microcomunità in cui tutti lavorano per offrirsi dei servizi come l’accoglienza doposcuola, la biblioteca e le aree adibite a feste comuni. Il progetto si chiama “cohousing numerozero” e sta coinvolgendo il quartiere di Porta Palazzo: la dimostrazione che vivere in modo ecocompatibile non significa solo progresso scientifico, ma coinvolge anche una sfera più squisitamente umana e sociale. Al link tutte le informazioni: http://www.cohousingnumerozero.org/il-progetto

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Un blog della Cgil per affittare a giovani

Si chiama ‘Nomi, Case e Citta” e contiene proposte per il diritto dei giovani a una casa il blog su http://giovanicasa.wordpress.com. Uno spazio dove fornire i numeri e le statistiche per qualificare il fenomeno, ma soprattutto dove dare voce a storie vere perché del problema casa si abbia piena coscienza.

Da Roma a Milano, da Napoli a Perugia, su http://giovanicasa.wordpress.com si narrano infatti le vite di giovani, semplici studenti o lavoratori flessibili, che vivono in una sorta di “cohousing all’italiana”: pochi metri quadrati dal costo esponenziale e da condividere in tanti, spesso in troppi.

Ma attraverso il blog, la Cgil si fa anche portavoce di alcune richieste ben precise per il diritto dei giovani ad una casa: incrementare il mercato degli affitti – in particolare quello a canone concordato – con politiche fiscali, valorizzare gli immobili di proprietà pubblica, sviluppare l’esperienza dell’Agenzia per gli affitti, combattere la piaga dell’affitto in nero e costruire un nuovo progetto nazionale di edilizia popolare che sappia tener conto delle differenti esigenze sociali, sia dei giovani, ma anche di anziani, migranti, studenti, lavoratori privilegiando l’utilizzo degli immobili già esistenti.

A San Basile le case vuote vanno su web

Si chiama ‘Una casa a San Basile’ l’iniziativa promossa dall’Amministrazione comunale del piccolo paese di origine arberesh (1.200 abitanti) per ripopolare il centro abitato. Come da anni avviene soprattutto nei piccoli centri dell’entroterra, San Basile negli ultimi anni ha conosciuto un periodo di graduale spopolamento.

Per questo motivo molte case sono rimaste disabitate e l’amministrazione guidata dal sindaco Vincenzo Tamburi ha pensato all’originale iniziativa.Tramite l’apertura di un sito web, che e’ stato inaugurato due settimane fa, si caricano online le case da fittare o vendere e si mettono in contatto i proprietari con gli acquirenti potenziali.
”Una casa a San Basile – scrivono i promotori sul sito web – potrebbe rappresentare l’alternativa per chi volesse stabilire qui la propria dimora per pura scelta economica, ad esempio pensionati, i quali potrebbero vendere una casa in citta’ per comprarne qui una a poco prezzo e godersi il risparmio, oppure soltanto affittare una casetta nel centro antico, o ancora giovani coppie che, non potendo permettersi l’acquisto di una casa in citta’, troverebbero qui la soluzione al problema, o per motivi di salute, come decidere di sfuggire all’inquinamento della citta’ per respirare aria buona e nutrirsi di cibi genuini, o infine per pura scelta di vita. A San Basile niente caos, traffico e stress, ma lunghe passeggiate, ozio dignitoso e attivita’ di svago per riappropriarsi del rapporto con se’ stessi e con le persone”.

Registrare i contratti di affitto online: come fare

Dovete registrare un contratto di affitto o di locazione e già pensate alle sterminate code agli uffici dell’Agenzia delle Entrate che sarete costretti a fare? Niente panico, da oggi è possibile registrare i contratti di affitto online. Come?

Innanzitutto è necessario entrare e registrarsi al sito www.agenziaentrate.it o recarsi direttamente ad un Ufficio dell’Agenzia delle Entrate per ottenere l’abilitazione ai servizi telematici dell’Agenzia delle Entrate.

Una volta effettuata la registrazione, bisogna compilare i moduli in rete: il programma calcolerà automaticamente l’importo delle tasse dovute per la registrazione del contratto. Infine l’utente dovrà fornire un numero di conto corrente su cui effettuare il prelievo. Fatto!

Ricordatevi comunque che le regole tradizionali rimagono comunque valide: anche in questo caso infatti il contratto di locazione deve essere registrato entro un mese dalla data in cui è stato stipulato.