Sono molti gli studi di psicologi sulle caratteristiche che bisogna avere per poter passare un colloquio di lavoro .

Per prima cosa, lo studio è fatto da chi deve fare la famosa “selezione del personale”, stabilendo lunghe liste razionali di caratteristiche personologiche e professionali che un candidato dovrebbe possedere.
Mentre dal lato dei candidati c’è lo studio di “come apparire essere e/o avere quelle specifichecaratteristiche” per ottenere il lavoro.

C’è chi mostra i suoi punti di forza, chi guarda negli occhi il suo intervistatore, chi sorride di più e cerca di apparire una persona piacevole…insomma i consigli sono tanti quanti sono stati gli studi sulla comunicazione efficace. Ma in modo particolare come bisognerebbe distribuire connotati positivi e negativi? uno studio, ormai un pò vecchiotto ma sempre attuale ci aiuta a dare una risposta a questo quesito. Nel 1970 gli psicologi Eward Jones ed Eric Gordon della
Duke University hanno svolto uno studio in proposito…

…ai candidati è stato chiesto di ascoltare una cassetta dove c’era registrato un colloquio di lavoro. Nel primo caso il”candidato” metteva in evidenza i suoi tratti più positivi come prima cosa e poi… ammetteva di aver avuto dei problemi sul vecchio lavoro oppure a scuola (es. sono stato bocciato in quinta superiore) mentre nel secondo caso faceva il contrario, cioè ammetteva, all’inizio della intervista i suoi “peccati”. Quale è stato il più proficuo? Il secondo! mettere in evidenza, da subito i propri difetti ha l’effetto di essere giudicati, aperti, onesti ed integri… tratti essenziali per trovare un buon lavoro.

Lo stesso esperimento è stato fatto spostando, allo inizio e alla fine i propri meriti e pregi. Come ad esempio, “ho girato tutta l’Europa e conosco 3 lingue” – ancora unavolta paga la modestia, cioè i colloqui dove i soggetti mettevano per primi le loro qualifiche erano percepiti come maggiormente negativi di quelli che, invece li posizionavano al termine del colloquio. Ma questi espedienti possono garantirti un posto di lavoro? pare di no! è una serie di abilità…

e…ancora una volta gli studi di Wiseman ci danno le migliori dritte della scienza moderna per essere valutati positivamente in un colloquio di lavoro..e non solo:

1) Piacevolezza: l’essere piacevoli e simpatici è risultato essere migliore che non presentare i propri titoli accademici.

2) Rapport aziendale: trova alcuni aspetti della azienda che hai studiato e dai la tua onesta opinione su questi aspetti.

3) Complimenti: sentiti libero di dare dei complimenti genuini nei confronti dell’intervistatore. Stai attento a non passare per lecchino, se trovi qualcosa di specifico che ti piace davvero, fai i tuoi complimenti.

4) Chiacchiera: è bene chiaccherare del più e del meno di argomenti che non sono direttamente collegati al lavoro. E, se sei un abile “piennellista” puoi infarcire questi discorsi di suggestioni e metafore per farti assumere.

5) Intervistatore: oltre a complimentarti degli aspetti positivi dell’intervistatore, mostrati genuinamente
interessato a lui… ad esempio puoi chiedere quale ruolo lui ricopre nell’azienda e come ci si trova. Sii molto discreto nel farlo.

6) Entusiasmo: dimostra entusiasmo nei confronti del ruolo che andrai a ricoprire. Informati e cerca in quel ruolo gli aspetti che ami maggiormente e…fai in modo di sottolinearli.

7) Sorriso e contatto oculare: sorridere e mantenere un buon contatto oculare è fondamentale in qualsiasi relazione, anche in questo tipo di relazioni.

Tratto da  Psicologianeurolinguistica.net

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