Ecco come ti rivaluto casa!

Uno dei settori che ha maggiormente risentito della crisi è sicuramente quello immobiliare. Vendere e comprare casa diventa ogni giorno più difficile. Ma siamo proprio sicuri che la colpa sia da attribuire solo ed esclusivamente alla precaria situazione finanziaria che da ormai troppo tempo sta soffocando il nostro Paese?
Secondo molti agenti immobiliari la risposta è: “Assolutamente no!”. Sempre più esperti del settore sostengono, infatti, che la “Signora Crisi” debba condividere le sue responsabilità con i proprietari che decidono di mettere in vendita le loro case. Gli immobili in questione spesso risultano trascurati, poco interessanti e di conseguenza poco spendibili nel mercato immobiliare. Se è vero che “la prima impressione è quella che conta”, perché un potenziale acquirente dovrebbe investire i propri risparmi nell’acquisto di un’abitazione che a prima vista risulta essere priva di carattere?
Ecco allora che assume un ruolo fondamentale una figura professionale attualmente sconosciuta ai più: l’home stager.
Un professionista che coniuga le capacità di un architetto e di un agente immobiliare; abile a valorizzare le potenzialità nascoste anche dell’appartamento peggiore.
L’home standing nacque alla fine degli anni Settanta dall’ingegnosa idea di un agente immobiliare inglese: non riuscendo a trovare un acquirente per la casa di un importante cliente, decise di apportare qualche modifica all’immobile, così da renderlo più appetibile. Successivamente, questa intuizione venne ripresa e sviluppata anche negli Stati Uniti, ma solo negli ultimi anni sembra essere sbarcata in Italia. L’home standing non consiste nel compiere vere e proprie ristrutturazioni, bensì nell’individuare i punti deboli dell’abitazione e mettere in pratica semplici accorgimenti capaci di donarle un aspetto nuovo e diverso.
Amy Lentini, presidente dell’associazione italiana Staged Home, in un’intervista del 2010 rilasciata al “Sole 24 ore”, ha spiegato che spesso basta cambiare il colore delle pareti, la posizione dei mobili o riparare gli elementi essenziali per rendere più gradevole uno spazio agli occhi di un compratore.
Un qualsiasi intervento di home standing contribuisce ad aumentare, in maniera considerevole, il valore dell’immobile. Infatti, attraverso una modesta spesa iniziale, si possono ottenere grandi risultati in termini di tempo e di prezzo di vendita o locazione.
Dunque, ricordate la semplice formula dell’attento proprietario: un immobile curato può essere più facilmente venduto o affittato!

Articolo redatto da PRime-Italy, Associazione di Comunicazione e Organizzazione Eventi formata da studenti universitari di Torino.

http://prime-italy.org/blog/


Abitare verde (nel grigio della città)

Pensare in modo concreto a un’abitazione innovativa ed ecosostenibile non è più un’utopia, ma una tendenza che si sta diffondendo sempre di più. Sia per l’accresciuta sensibilità verso le tematiche ambientali da parte dei giovani – in contrapposizione agli over 60 definiti, tanto per rimanere in ambito cromatico, black – sia perché, di questi tempi, la speranza è che le scelte ecocompatibili facciano risparmiare portando, perché no, qualche beneficio economico. Lungi dall’essere nutrito solo dai fanatici dell’ecologia o dai cultori del design e della moda green, l’interesse per soluzioni abitative rispettose dell’ambiente si apre a nuove prospettive.

Certo, i dati sullo stato dell’arte di questo settore non sono confortanti. Da una ricerca presentata nell’ambito della “Casa dell’Architettura” di Roma è emerso che appena il 3,2% delle abitazioni italiane possono vantare l’etichetta di case green. Diversi parametri sono stati tenuti in considerazione, come la presenza di infissi a elevata prestazione energetica, l’uso di elettrodomestici a consumo ridotto o ancora l’impiego di speciali filtri per il contenimento del flusso idrico. Dallo studio è emerso poi che quasi un quarto delle nostre case non possiede nessuno dei requisiti presi in esame: si può fare di più, si dovrebbe fare di più, in vista di un nuovo approccio abitativo che benefici la natura, ma anche le nostre tasche.  

L’esempio ci viene, manco a dirlo, dall’estero e, in questo caso, dalla Germania. E’ recentissima l’inaugurazione del primo vero condominio ecosostenibile. Il BIQ (Bio Intelligent Quotient) è un complesso che comprende 15 appartamenti e che sfrutta solo fonti naturali di energia, risultando del tutto autosufficiente. Le pareti sono formate da lastre che contengono delle particolari alghe capaci di produrre, attraverso la fotosintesi clorofilliana, calore e biomassa da cui vengono ricavati dei combustibili.

L’edificio è poi provvisto di pannelli solari che trattengono il calore solare utilizzato nei sistemi di riscaldamento idrico e degli spazi interni. Il BIQ è la prima residenza al mondo a usare dei bioreattori sulle proprie facciate, ottimizzando così le prestazioni energetiche totali del complesso: si trova ad Amburgo e anche l’aspetto estetico è stato curato per risultare gradevole e (come poteva essere diversamente) verde.

Ma anche in Italia qualcosa si sta smuovendo e in particolare a Torino. Niente pareti biologiche, niente strutture di alta ingegneria, ma gli italiani, si sa, sono socievoli e buontemponi, e prima della casa vera e propria mirano a formare il tessuto umano che la abiterà. E’ stata lanciata infatti la prima iniziativa di cohousing, una realtà già ben radicata nel Nord Europa, in Canada e negli Stati Uniti. Si sta progettando un complesso residenziale formato da spazi privati e da spazi comuni, in cui gli inquilini collaborino per garantirsi reciprocamente dei vantaggi. Famiglie e residenti che sperimentano questo modello di convivenza attiva, formeranno quindi non più un condominio dove quasi non ci si saluta, ma una microcomunità in cui tutti lavorano per offrirsi dei servizi come l’accoglienza doposcuola, la biblioteca e le aree adibite a feste comuni. Il progetto si chiama “cohousing numerozero” e sta coinvolgendo il quartiere di Porta Palazzo: la dimostrazione che vivere in modo ecocompatibile non significa solo progresso scientifico, ma coinvolge anche una sfera più squisitamente umana e sociale. Al link tutte le informazioni: http://www.cohousingnumerozero.org/il-progetto

Articolo redatto da:


I migliori annunci della settimana #4 (Roma)

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Offerta di lavoro: Dialogatori per Greenpeace
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I migliori annunci della settimana #4 (Milano)

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A Roma i bamboccioni "fanno la valigia"

La città è invasa un nuovo movimento, ideato da studenti e precari: Fai la Valigia. Nato sul web da un gruppo Facebook, in questi giorni ha tappezzato con i suoi manifesti i muri della Capitale. Improvvisando anche veri e propri FlashMob sotto forma di “feste immobiliari”.

Sono centinaia i manifesti rosa per le strade di Roma: sui cartelli delle vie e delle piazze certo, ma anche (e non a caso) sui manifesti elettorali e sui cantieri della metropolitana.  Come logo portano un bagaglio e appena sotto uno slogan fin troppo chiaro: Fai la valigia.

Ma chi sono? Giovani, giovanissimi, per lo più trentenni, che hanno difficoltà a pagare un affitto ma non vogliono sentirsi chiamare “bamboccioni”. Per questo, dicono, “viene voglia di farla davvero la valigia”. Ed è così che è nata la mobilitazione su facebook: hanno fondato un loro profilo e hanno incominciato a sfornare un vero e proprio manifesto costituente:

“Siamo stufi della crisi economica e questa città ci propone molti più problemi che soluzioni. Abbiamo capacità, abbiamo voglia: per questo vogliamo andare via di casa prima dei trent’anni, vogliamo studiare in una scuola e in un’università in cui valga la pena farlo e vogliamo essere pagati per il nostro lavoro”.

L’iniziativa non si è fermata però solo sul web. Anzi, oltre all’invasione dei manifesti “rosa”, il movimento ha fatto parlare di sé con una sorta di “festa immobiliare”. Ovvero una coppia di ragazzi – fingendosi in cerca di un appartamento in cui abitare – ha fissato un vero appuntamento con un’agenzia immobiliare per visitare una casa in vendita a Trastevere. Ma, fra l’incredulità dell’agente immobiliare e dei proprietari di casa, i ragazzi del movimento si sono presentati all’appuntamento in circa trenta persone, con tanto di valigie piene di champagne, musica, trombette e coriandoli. Una vera e propria festa improvvisata, così spiegata: “eravamo in una casa che non possiamo permetterci che per qualche minuto è stata nostra. Era ovvio festeggiare, quando ci ricapita!”

E mentre il tam tam in città coinvolge nuovi aderenti, Fai la valigia pensa già a nuove azioni. Dall’altra parte “oggi siamo tutti dei viaggiatori, un po’ per forza, un po’ per voglia, spinti dal lavoro o dalla vita, ma anche dall’estrema necessità.” La valigia, insomma, è sempre pronta a partire.

  • Il video-manifesto di Fai la valigia

I migliori annunci della settimana #1 (12-19/03/10)

Apriamo oggi questa rubrica settimanale per raccogliere i migliori annunci pubblicati negli utlimi giorni da www.bakeca.it su Torino, Milano, Roma, Padova, Napoli e Bologna, riguardanti il mondo del lavoro, il mercato immobiliare e quello dell’usato.

Offerte di lavoro

Roma: Buzzer (Esperto di marketing non convenzionale)
Padova: WebDesigner
Milano: Assistente Referente del Personale
Bologna: Responsabile punto vendita PC e notebook di importante brand multinational
Torino: Stagista neolaureato/a in area marketing e comunicazione
Napoli:Webddesigner con competenze di Webmaster

Mercato immobiliare

Milano: Monolocale nuovo
Torino: Appartamento arredato per studenti
Padova: Appartamento arredato di 80mq in zona Ponte di Brenta
Roma: Quadrilocale in zona Tiburtina/Collatino
Napoli: Appartamento arredato di 80 mq in Centro storico

Auto usate

Padova: Land Rover Discovery 3
Napoli: Fiat Grande Punto 5P 1.3 MJET del 2007
Milano: Mercedes sportcoupè 220 CDI del 2002
Roma: Mitsubishi COLT 1.1 CZ3 del 2005
Torino: Smart Fortwo Passion 2004
Bologna: Opel Corsa 1.2 16v Enjoy 3p 2008