Smart working: lavorare da casa è già il presente

E’ di inizio anno l’approvazione del disegno di legge sul lavoro agile, il cosiddetto smart working. Ovvero “una modalità flessibile di lavoro subordinato, che può essere svolto in parte all’interno dei locali aziendali e in parte all’esterno, utilizzando strumenti tecnologici, seguendo gli orari previsti dal contratto di riferimento e prevedendo l’assenza di una postazione fissa durante i periodi di lavoro svolti all’esterno dei locali azienda”.
Lavorare da casa non è più il futuro ma rappresenta già il presente. Ma quali sono gli aspetti innovativi del lavoro agile?

Come funziona

Il datore di lavoro e il dipendente devono sottoscrivere un accordo, in cui indicare gli strumenti utilizzati dal collaboratore nell’ambito della sua mansione, le responsabilità del lavoratore nel preservarne l’integrità, i limiti dei controlli esercitati dal datore di lavoro, i tempi di riposo e la condotta da assumere quando si lavora dall’esterno.
E ovviamente va definito il trattamento economico, che, come indicato nel disegno di legge, non deve essere inferiore a quello applicato ai lavoratori che svolgono le medesime mansioni all’interno dell’azienda.

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Dalla parte del lavoratore

L’obiettivo della legge sullo smart working è di favorire la conciliazione dei ritmi vita-lavoro, ridurre lo stress e incrementare la produttività del collaboratore, che mantiene le stesse agevolazioni fiscali e contributive.

Dalla parte delle aziende

Per le imprese il lavoro agile può rappresentare una modalità di risparmio. Ad esempio, è possibile tagliare i costi legati alla sede aziendale e ai costi di gestione della stessa, quali le spese per l’illuminazione, la climatizzazione estiva e invernale, la manutenzione della mensa aziendale, la pulizia dei locali.

Lo smart working nelle imprese italiane

Le nostre società sono pronte ad adottare questo nuovo approccio all’organizzazione del lavoro?
Ad oggi sono prevalentemente le grandi aziende – da Nestlè a Unicredit, da American express a Intesa Sanpaolo, da Ibm a Vodafone – ad aver intrapreso progetti di lavoro agile, che prevedono l’introduzione progressiva di nuovi strumenti digitali, policy organizzative e comportamenti manageriali. Barilla ha lanciato una sfida: tutti i dipendenti della multinazionale italiana potranno lavorare da casa entro il 2020.

E voi, vorreste lavorare da casa? O a parità di mansioni, preferireste un aumento di salario?

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