Emotient, anche i software hanno dei sentimenti

Non capisci se, dopo la presentazione del tuo ultimo progetto, l’espressione sul volto del tuo capo è stupore o disgusto?
Quando parli alla tua fidanzata della tua squadra del cuore non sai mai se i suoi occhi al cielo indicano noia o speranza in una prossima vittoria?
Dopo cinque ore di shopping hai l’impressione che tuo marito sia leggermente irritato ma non ne sei del tutto sicura?

D’ora in poi i Google Glass potranno aiutarti a risolvere tutti questi dubbi. Grazie alla collaborazione con Emotient, la startup nata a San Diego nel non lontano 2012, i futuristici occhiali della Apple potranno infatti presto vantare il “Sentiment analysis glassware“, un nuovissimo software in grado di interpretare le espressioni facciali umane.
Negli ultimi mesi, numerose e importanti aziende avevano tentato di posare occhi e brevetti sulla giovane e promettente idea nata sotto il sole californiano, ma solo un accordo da sei milioni di dollari con la mela morsicata più famosa del mondo l’ha recentemente convinta a una collaborazione.

Emotient descrive il suo innovativo e curioso software come un sistema capace di elaborare ben diciannove diversi movimenti facciali e soprattutto di attribuire loro un sentimento generale positivo, negativo o neutro, emozioni primarie di gioia, sorpresa, tristezza, paura, disgusto, disprezzo e rabbia, ma anche sentimenti più elaborati come frustrazione e confusione.

Un servizio che, per il momento, sembra essere limitato agli ancora rari e costosi Google Glass, ma che Emotient sogna in futuro di poter espandere, al fine di poter presto analizzare i sentimenti umani attraverso qualsiasi dispositivo munito di una semplice fotocamera, diventando così estremamente accessibile.

L’idea è innovativa, curiosa ed originale, oltre che applicabile ad una serie infinita di ambiti: quello dell’entertainment innanzitutto, ma anche delle ricerche di mercato, della salute e dell’educazione.
Sulla carta sembra, infatti, essere la soluzione alla maggior parte dei nostri problemi quotidiani e a tutte quelle situazioni imbarazzanti in cui non siamo in grado di leggere con certezza l’espressione di chi abbiamo di fronte.
In un mondo in cui la tecnologia sembra sempre più essere l’estensione del nostro corpo umano, il confine tra sentimenti reali e sintetici è ormai quasi del tutto inesistente e presto non dovremmo neanche più sforzarci di riconoscere i sentimenti delle persone con cui parliamo, lavoriamo, viviamo. Tutto diventa calcolabile, riproducibile e, soprattutto in questo caso, riconoscibile. Anche la magia di un sorriso.

Prevedrai facilmente la reazione del tuo capo, capirai finalmente che la tua fidanzata odia il calcio e che effettivamente il tuo adorato marito non ne può più di saldi e camerini.
La vita sarà più facile? Forse sì. Sicuramente meno magica.

Articolo redatto da PRime-Italy, Associazione di Comunicazione e Pubbliche Relazioni formata da studenti universitari.

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